Glasgow Calling: i grandi della Terra rispondono?

In copertina sulla Nuova Ecologia di ottobre l’appuntamento cruciale con la Cop26, ultima chiamata per combattere la crisi climatica. Il mensile inaugura il podcast “Pianeta 2030”.

Inchiesta sugli incendi in Aspromonte: chi ha voltato le spalle alla montagna?

Tra artigianato ed ecoturismo, storie da una terra che vuole rinascere sulla “via della seta calabrese”. Caro bollette, “Le fossili alla canna del gas”: inchiesta sull’aumento del prezzo delle materie prime per l’energia

Questi e altri contenuti nel nuovo numero del mensile che inaugura anche il podcast“Pianeta2030”: oggi la presentazione alle 11,30 sul sito e sui canali social di Nuova Ecologia e Legambiente

 Glasgow Calling. Sulla crisi climatica non c’è più tempo da perdere, i grandi della Terra sapranno agire concretamente e in maniera tempestiva? La Nuova Ecologia di ottobre dedica la sua storia di copertina, firmata eccezionalmente dal fumettista e illustratore Davide Reviati, all’appuntamento cruciale con la Cop26. Il vertice sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, in programma dal 31 ottobre al 12 novembre, si prefigura in effetti come “ultima chiamata” alle maggiori economie del Pianeta, le quali dovranno dimostrare di voler mantenere vivo l’obiettivo del contenimento della temperatura media globale entro 1,5°C. Anzitutto, rispondendo alle proposte di buon senso che arrivano dai Paesi in via di sviluppo: come spiega Mauro Albrizio in “Tutte le strade portano a Glasgow”, infatti, la concordia si è rotta per via del mancato rispetto degli impegni presi a Copenaghen nel 2009. In primis il trasferimento, entro il 2020, di 100 miliardi di dollari all’anno agli Stati più poveri per consentire loro di ridurre le emissioni e di adattarsi ai cambiamenti climatici. Una divisione, quella tra Paesi ricchi e non, amplificata dalla crisi pandemica che sta mettendo in ginocchio le economie più fragili, con forti ripercussioni sui negoziati. Riusciranno i grandi della Terra – compresa l’Italia, presidente di turno del G20 – ad adottare strumenti adeguati per ricreare la solidarietà e la giustizia (climatica) tra i popoli?

Intanto, in vista della Cop26, la Nuova Ecologia ha inaugurato “Verso Glasgow”, sezione del proprio sito dedicata al summit scozzese che da oggi si arricchisce anche del podcast “Pianeta2030”, rassegna stampa settimanale sul clima, realizzata in partnership con Next New Media, con notizie dall’Italia e dal mondo, rubriche su personaggi, libri e film incentrati sull’ambiente. Sempre in tema di climate change, torna l’appuntamento con “Unfakenews”, la campagna di Nuova Ecologia e Legambiente per contrastare le bufale ambientali, questo mese dedicata al global warming: da “combatterlo costa troppo” a “non credo di poter fare qualcosa di utile per contrastarlo”, le principali fake news sull’argomento vengono smontate sulle colonne della rivista dagli esperti del Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici.

Nella sezione Inchieste, ampio spazio è riservato al capitolo incendi, quest’estate cresciuti del 256% rispetto alla media storica registrata in Italia tra il 2008 e il 2020: Rocco Bellantone ci porta a scoprire un “Aspromonte ferito”, dove tra luglio e agosto sono andati in fumo oltre 7 mila ettari di parco nazionale, per indagare le responsabilità di chi ha voltato le spalle alla montagna. Un caso emblematico, quello calabrese, su cui si allunga anche l’ombra delle mafie, ma non di certo isolato: eppure nel nuovo decreto Incendi, osserva il mensile, non v’è traccia di una strategia basata sull’adattamento al cambiamento climatico, che tanto farebbe la differenza nella prevenzione dei roghi. Su quest’ultimo fronte, d’altro canto, dal Vesuvio al Pollino le pratiche virtuose da prendere ad esempio non mancano, come racconta la Nuova Ecologia.

Non mancano nemmeno le storie positive, in arrivo proprio da una Calabria che ha voglia di rinascere, come quella raccontata da Marco Carlone e Daniela Sestito ne “La via della seta calabrese”: a San Floro (CZ), una cooperativa di ragazzi ha rilanciato l’antica produzione della seta insieme a un gruppo di artigiani del circondario. E per far conoscere la preziosa tradizione locale ha ideato degli ecotour che iniziano fra i tessuti e i telai custoditi nel museo comunale per terminare tra i gelsi, nel sito d’allevamento dei bachi. Il prodotto finale? Rigorosamente tinto con soli colori naturali, ricavati dalla cipolla di tropea o dalla buccia di melograno.

Dal caro bollette annunciato nelle ultime settimane muove invece l’inchiesta “Le fossili alla canna del gas” incentrata sull’aumento del prezzo delle materie prime per l’energia che tanto anima il dibattito sui presunti costi della transizione ecologica. Ma sulle bollette, chiarisce e spiega Nuova Ecologia, gravano ancora i sussidi alle industrie energivore, oltre che l’eredità del nucleare.

Questi e altri contenuti saranno al centro della presentazione della Nuova Ecologia di ottobre, in diretta oggi dalle ore 11,30 su lanuovaecologia.it e sui canali social della rivista e di Legambiente.
Introduce e modera Francesco Loiacono, direttore della Nuova Ecologia, intervengono: Mauro Albrizio, responsabile ufficio europeo di Legambiente, Tiziana Guerrisi, cofondatrice Next New Media, Mattia Lolli, responsabile volontariato di Legambiente e i giornalisti Fabio Dessì, Rocco Bellantone, Giulia Assogna.

Durante la presentazione ci sarà un collegamento con il Climate strike a Milano, la manifestazione organizzata dalla Climate open platform nelle giornate della PreCop, mentre Gianlorenzo Ingrami realizzerà delle vignette in diretta.

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