Scala dei Turchi


Abbattuto l'abuso che offendeva uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia. Sulle coste italiane vincono bellezza e legalità.

Dopo anni di battaglie, ricorsi, denunce e discussioni, lo scheletro di cemento armato che dal 1989 campeggiava indegnamente sulla bellissima spiaggia di Scala dei Turchi (Realmonte- Agrigento) è stato abbattuto.  Finalmente la splendida parete di roccia chiara che si affaccia sul mare cristallino potrà tornare ad essere quell’angolo di paradiso che, si dice, accogliesse le navi dei pirati. E potrebbe a questo punto ottenere il riconoscimento dell’Unesco.

Questa notizia ci segnala un'importante inversione di tendenza culturale che rafforza la nostra battaglia per la bellezza, la più grande risorsa del nostro Paese, e per il rispetto della legalità. Soprattutto lancia un monito ai sindaci e alla classe politica su quale sia la strada giusta da perseguire, è solo abbattendo gli abusi questo paese può tornare a far sorridere i suoi territori.
 
Cronistoria
La speculazione edilizia che è stata demolita oggi era stata realizzata grazie alle concessioni facili degli anni 80 (autorizzazione per la realizzazione di un complesso turistico alberghiero in località Punta Grande data a Luigi Fretto, amministratore unico della Scatur s.r.l. con sede in Porto Empedocle, in esecuzione al piano di lottizzazione approvato con delibera consigliare n. 78 del 23.02.1983).

La costruzione dell’albergo fu autorizzata con concessione edilizia risalente al 1989. Legambiente fece la denuncia alla Magistratura nel 1990 ottenendo, nel 1992, il blocco dei cantieri e il sequestro. Ma intanto, un primo lotto era già stato realizzato. L’intervento ricadeva in zona B3 (zona omogenea residenziale di completamento) del Programma di fabbricazione del comune di Realmonte, che secondo l’Autorità giudiziaria veniva violato. Successivamente, in detta zona, venivano apposti vincoli paesaggistici.

Nel marzo 2011 la giustizia amministrativa ha dato definitivamente torto ai proprietari riconoscendo come inammissibile la loro proposta di sanatoria (art. 13 della legge 47/85). A ottobre 2012 la magistratura è intervenuta ordinando l’abbattimento dell’ecomostro. A novembre 2012 il comune agrigentino ha notificato ai proprietari dello scheletro l’ordinanza di demolizione entro 90 giorni, che prevedeva anche che se entro il termine la società proprietaria Scatur Srl non avesse ottemperato, il Comune sarebbe intervenuto direttamente, con le spese in danno agli stessi proprietari. La proprietà intraprese alcune iniziative per rallentare l'iter. Il 6 maggio 2013 l’avvio dei lavori di preparazione dell’abbattimento.

Il nostro campo di volontariato alla Scala dei Turchi

 

 

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Pubblicato il05 giugno 2013