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Vere rinnovabili nei trasporti. Ecco le proposte di Legambiente

Le proposte di Legambiente presentate nel corso del webinar: “Eliminiamo subito i sussidi ambientalmente dannosi come quelli previsti per i biodiesel a base di olio di palma, e premiamo, invece, il trasporto elettrico e i biocarburanti da rifiuti e scarti agroindustriali”.

“Si vieti in Italia già dal primo gennaio 2021 l’uso di oli vegetali – come l’olio di palma e di soia – nei biocarburanti e si promuovano davvero solo le vere rinnovabili nel settore trasporti a partire dagli olii alimentari usati, dal bioetanolo da scarti agricoli cellulosici, il biometano da rifiuti organici e scarti agroalimentari – insieme alla mobilità elettrica da fonti rinnovabili”. Sono queste le proposte che Legambiente ha lanciato oggi a Governo e Parlamento nel corso del webinar “Vere rinnovabili nei trasporti”, trasmesso in diretta sulle pagine fb di Legambiente e La Nuova Ecologia e sul sito www.lanuovaecologia.it, e che ha visto l’associazione ambientalista confrontarsi con parlamentari ed esperti del settore su questo tema e sul recepimento della direttiva europea RED II sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. La direttiva ha come obiettivo quello di portare l’uso delle rinnovabili, a livello comunitario, a quota 32% entro il 2030 e tra le altre cose dà la facoltà agli stati membri di far cessare i sussidi all’uso di olio di palma e derivati tra il 2020 e il 2030.

All’evento, moderato da Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, hanno partecipato la deputata Rossella Muroni, i senatori Gianni Girotto e Diego De Lorenzis, Tullio Berlenghi del Ministero dell’Ambiente, Andrea Poggio responsabile mobilità sostenibile Legambiente, il presidente GB Zorzoli del Coordinamento Free, il direttore Sandro Cobror di Assodistil, il segretario Dino Marcozzi Motus-E e Veronica Aneris di Transport&Environment.

“Oggi il Parlamento italiano – dichiara Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile di Legambiente – con una norma nazionale di recepimento della direttiva comunitaria può decidere di non sussidiare e non riconoscere più l’uso di olii vegetali nei biocarburanti e promuovere solo rinnovabili “vere” e italiane nel settore dei trasporti a partire dai biocarburanti avanzati. La Francia ha già tolto gli incentivi all’olio di palma da sei mesi (1 gennaio 2020), Eni ha già annunciato di rinunciarvi entro il 2023. Prima vittoria. Ora noi proponiamo di non andare oltre 1 gennaio 2021 con i sussidi legge per tutti. E che rinnovabili “vere” usare al posto? Non solo biometano da rifiuti e bioetanolo da scarti cellulosici, anche di origine agroalimentare, ma anche elettricità rinnovabile che serve per muovere veicoli elettrici di varia natura: auto, furgoni, camion, gru e navi nei porti, treni merci e pendolari, tram e filobus. L’Italia non perda dunque questa importante occasione ed interrompa gli incentivi all’uso dell’olio di palma nel diesel, come già oltre 59.000 italiani hanno richiesto firmando una petizione su www.change.org/unpienodipalle”.

L’associazione ambientalista ricorda che la nostra Penisola, insieme a Spagna e Olanda è tra i paesi che importano più olio di palma proveniente principalmente dall’Indonesia e, in misura minore, dalla Malesia. La stessa Commissione Europea ha definito insostenibile la coltivazione di olio di palma, ha ricordato che il 45% delle nuove coltivazioni di olio di palma che alimentano i finti biodiesel (che non sono per nulla  green e sostenibili) viene prodotto in piantagioni che causano la deforestazione delle foreste pluviali, minacciano le popolazioni indigene e causano la perdita di biodiversità e della vita selvatica ed infine ne ha stabilito il graduale abbandono nell’utilizzo per la produzione di biodiesel almeno entro il 2030.

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