Transizione energetica, associazioni: no a esenzioni oneri di efficienza per centrali a gas

Wwf, Legambiente, Greenpeace e Italia Solare rispondopono a Arera e dicono no a esenzioni oneri di efficienza per centrali a gas. Costi riversati in tariffa eletrittica e l’energia rinnovabili pagherebbe due volte.

Con un testo congiunto WWF, Legambiente e Greenpeace hanno risposto ieri alla consultazione pubblica aperta dall’Autorità per l’energia ARERA (https://www.arera.it/allegati/docs/19/375-19.pdf) su una proposta di esentare le centrali termoelettriche a gas dai costi connessi al meccanismo di promozione dell’efficienza energetica (TEE titoli di efficienza energetica) e trasferire tali costi sulle tariffe elettriche finali. Anche l’associazione di operatori Italia Solare ha inviato una risposta con analoghi argomenti alla consultazione.

WWF, Legambiente e Greenpeace e Italia Solare si sono dette contrarie al provvedimento ed auspicano che il tema venga trattato in maniera più organica nell’ambito di una riforma complessiva degli oneri e della fiscalità sulle tariffe finali, in maniera da renderla coerente con gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Nello specifico, WWF, Legambiente e Greenpeace e Italia Solare lamentano come la proposta dell’Autorità favorisca il settore della produzione termoelettrica a gas esentandolo da oneri comunque derivanti dalla necessità di decarbonizzare i sistemi energetici. Le associazione auspicano che l’ARERA confermi che il principio di fondo della regolazione sia che gli oneri del settore gas debbano essere coperti da componenti tariffarie direttamente riconducibili a consumi gas e non genericamente assorbiti in maniera indistinta dalla tariffa elettrica. Tanto più, sottolineano, quando questo viene fatto senza una valutazione degli impatti di tale provvedimento rispetto al settore delle fonti rinnovabili nel settore elettrico.

Le interazioni del provvedimento in consultazione con gli intenti del legislatore di sviluppare le rinnovabili a mercato, come annunciato dalla strategia energetica nazionale e nel piano nazionale integrato energia e clima, non sono affrontate dal documento di consultazione che non include in alcun modo il tema (né le parole) decarbonizzazione e CO2.

Le politiche di sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza sono dettate dall’esigenza di decarbonizzazione dei sistemi energetici. Il gas è tra i responsabili delle emissioni di CO2 in atmosfera e pertanto è auspicabile che contribuisca in maniera chiara agli oneri per l’efficienza.

Il kWh rinnovabile include già, attraverso la tariffa elettrica, un altrettanto onere relativo all’obbligo TEE sui distributori elettrici. Le rinnovabili elettriche già contribuiscono alle politiche per l’efficienza. Il trasferimento della componente gas sulle tariffe elettriche in maniera indistinta determinerebbe un doppio contributo da parte delle rinnovabili alle policy per l’efficienza. Ovvero la vendita di un kWh rinnovabile all’utente finale includerebbe l’onere già presente nel settore elettrico e, secondo la proposta ARERA, l’onere spettante ai consumi gas nelle centrali termoelettriche.

Le associazioni avevano già sollevato alla Camera dei Deputati in occasione dell’indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia Energetica Nazionale al Piano Nazionale Energia e Clima per il 2030 come l’impiego di gas naturale debba essere a supporto della penetrazione delle fonti rinnovabili e non deve essere considerato un’opzione di decarbonizzazione.

 

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