Salviamo le miniere di Cogne


Facciamo appello alla Regione Autonoma Valle d’Aosta affinchè venga conservato un patrimonio importante per la storia valdostana e di grande interesse storico-culturale per il Paese. Leggi e firma anche tu la petizione. 

Il sito minerario di Cogne, articolato in quattro livelli, rappresenta nel settore una delle realtà  di maggiore interesse a livello europeo. L’altitudine dell’impianto, la cui parte superiore è posta a circa 2500 metri di quota, accresce il fascino, oltre che l’interesse storico-culturale di questa miniera chiusa dal 1979, rendendo irrinunciabile la prospettiva di un suo progressivo recupero a scopo museale.
Il sito ha una struttura complessa che non deve andare perduta nella sua unitarietà. Oltre ai vari livelli di gallerie, comprende due villaggi minatori, uno dei quali, ancora da ristrutturare(villaggio di Colonna) è posto a 2400 metri di quota e comprende edifici abitativi, un cinema completo di galleria e una chiesetta. Il trenino , che trasportava il minerale(e i minatori) sul lato opposto della montagna per avviarlo verso l’acciaieria di Aosta, costituisce un altro elemento importantissimo in una prospettiva di recupero museale.
Siamo ben coscienti delle difficoltà economiche di un’operazione tanto complessa. Chiediamo che, in attesa di poterla avviare, il patrimonio esistente venga almeno conservato, nell’ottica di una futura musealizzazione.
Purtroppo gli atti amministrativi approvati dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta non imboccano in modo definitivo questa direzione.
Infatti la delibera del Consiglio Regionale del 13 luglio 2011 sottrae alla fruizione il trenino, per il quale oltretutto si parla in queste settimane di smantellamento totale. A questo  pare ora aggiungersi il rischio di rinuncia al recupero della parte alta della miniera di Colonna (villaggio e gallerie) sancita da una seconda delibera regionale (2 settembre 2011). La chiusura degli impianti che hanno in questo periodo garantito la tenuta delle gallerie e il funzionamento di alcune attrezzature è un rischio che non può essere corso finché non siano stati messi a punto sistemi sicuri per impedire all’incuria di rovinare questo patrimonio di archeologia industriale unico nel suo genere, precludendo ogni possibilità futura di recupero.
Chiediamo quindi alla Regione Autonoma Valle d’Aosta un impegno in questa direzione. Un impegno che vale la pena riprendere per garantire ai propri abitanti, a ospiti e a studiosi la memoria e la continuità di una parte così significativa di storia valdostana. Firmate l'appello nel modulo che segue
 

 

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