Rapporto Spiagge 2020

Poche spiagge libere, troppe quelle soggette a erosione e inquinamento. Serve una legge di riordino. Ecco la situazione e i cambiamenti delle aree costiere italiane. 

Trovare una spiaggia dove prendere il sole liberamente e gratuitamente è sempre più difficile. Le concessioni balneari infatti aumentano e, ad oggi, interessano oltre il 50% delle spiagge italiane. Poi ci sono i tratti di litorale interessati dal fenomeno preoccupante dell’erosione e quelli non balneabili a causa dell’inquinamento.

Il rapporto Spiagge di Legambiente fotografa ogni anno la situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere del Belpaese.

Rapporto Spiagge 2020

Le spiagge rappresentano una straordinaria risorsa ambientale e turistica del nostro Paese. Ma l’unico tema di discussione e intervento normativo sulle spiagge negli ultimi 14 anni ha riguardato la proroga senza gara delle concessioni balneari: ultima, in ordine di tempo, quella approvata nella Legge di Bilancio 2019 e nel recente Decreto Rilancio che le estende fino al 2033.

E se è vero che cresce l’offerta di qualità, che punta su green e accessibilità per tutti, in troppi Comuni sono scomparse le spiagge libere. Da Alassio (SV) a Jesolo (VE), da Forte dei Marmi (LU) a Rimini a Mondello e Ostia, nel report troverete i 10 Comuni con meno spiagge libere.

Legambiente chiede al governo di una Legge di riordino delle coste che affronti non solo il tema concessioni, ma che dia una prospettiva per valorizzare il patrimonio ambientale e per affrontare i problemi di inquinamento dei mari e erosione costiera.

Comunicato stampa

 

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