#monopattiniliberi. Basta multe e sequestri. A Roma il sit-in per chiedere nuove regole di circolazione su strada

Il Parlamento sostenga la micro-mobilità elettrica contro lo smog in città e le emissioni di CO2. A Roma il sit-in per chiedere nuove regole di circolazione su strada.

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“Basta multe e sequestri di monopattini. Imbrigliare la mobilità elettrica e pulita è un assoluto controsenso, quando la crisi climatica è una vera e propria emergenza e in Italia si muore di smog. Questi mezzi, anche attraverso la loro diffusione in sharing, sono invece un tassello importante della rivoluzione in corso in una mobilità a emissioni zero”. Così Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, ha spiegato le ragioni del sit-in in difesa della micro-mobilità elettrica davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il presidio #monopattiniliberi è stato organizzato da Legambiente insieme ad associazioni e cittadini impegnati per lo sviluppo della mobilità elettrica, per chiedere al governo di equiparare la micro-mobilità elettrica alle biciclette, come avviene negli altri Paesi europei, e di superare gli ostacoli che stanno incontrando questi mezzi puliti. Presenti, tra i molti, anche Amedeo Ciaccheri, presidente VIII municipio, Francesca Del Bello, presidente del II municipio,  i parlamentari Rossella Muroni (Camera, Leu), Luciano Nobili (Camera, Italia Viva), Tommaso Nannicini (Senato, Pd), tra gli altri rappresentanti dei Municipi di Roma che hanno scelto di unirsi alla mobilitazione, visto che anche nella Capitale è vietata la circolazione per questi mezzi, anche Stefano Sampaolo, vicepresidente con delega alla Mobilità del III municipio di Roma, Anna Vincenzoni, assessore alla Mobilità e politiche ambientali del I municipio, Rosario Fabiano, assessore all’Ambiente del II municipio.

Il decreto sperimentale approvato a giugno scorso, infatti, pone troppi limiti alla circolazione dei mezzi elettrici leggeri e lascia diverse questioni aperte, stabilisce l’obbligo di patente per i minorenni, rinviando all’approvazione di regolamenti e prevedendo una cartellonistica che ne complica l’applicazione perfino nei pochi Comuni (solo 6 – Rimini, Cattolica (RN), Pesaro, CasalPusterlengo (LO), Verona e Torino – su 8mila) che hanno approvato la delibera per la sperimentazione.

“Chiediamo – ha proseguito Edoardo Zanchini – che i monopattini elettrici e tutti i mezzi della micro-mobilità, che rientrano nei limiti di potenza e velocità fissati dal decreto, siano equiparati alle bici e alle bici elettriche per le regole di circolazione su strada. In questo modo, come avviene a Berlino, a Barcellona, a Bruxelles o a Parigi, i monopattini elettrici avranno dei riferimenti normativi nel codice della strada e le città potranno fissare regole specifiche per vietare la circolazione nelle strade con più rilevante traffico o in quelle pedonali più frequentate, per ragioni di sicurezza”.

Questi mezzi elettrici stanno avendo un incredibile successo – si stima che siano almeno 100mila in Italia e in forte crescita – e a confermare queste richieste sono anche i numeri di un sondaggio di SWG pubblicato oggi commissionato da LIME: per oltre 3 intervistati su 4 sono decisamente più simili alle biciclette, alle quali dovrebbero essere equiparati, piuttosto che agli scooter. Per quasi 2 utilizzatori su 3, l’utilizzo dei monopattini elettrici dovrebbe essere lasciato totalmente libero.

Non a caso, il presidio è stato organizzato alla vigilia della manifestazione per il clima dei Fridays for future, per ribadire l’urgenza di misure e azioni concrete che limitino un ulteriore, drammatico innalzamento delle temperature. Come sono urgenti le risposte da dare alla situazione di inquinamento atmosferico che soffoca le nostre città. Secondo l’Air Quality Report 2019 dell’Agenzia europea per l’ambiente (dati 2016) in Italia le morti precoci per particolato fine PM2,5 sono almeno 58.600.

Tornando alla micromobilità, le città che hanno approvato il regolamento per la micro-mobilità previsto dal decreto non solo sono ancora pochissime, ma anche in queste si può circolare in limitate aree della città (zone 30 e corsie ciclabili) per cui, anche qui si rischiano multe. Ad esempio per chi abita in periferia e magari percorre un tratto di strada fino a una stazione dove prendere il treno. Quasi ogni giorno, invece, escono notizie di sequestri di monopattini e di multe, anche ridicolmente pesanti (una di 6mila euro), da Bari a Torino, da Modena a Brescia. Una situazione paradossale, dovuta alla mancanza di chiarezza normativa in merito alla circolazione di questi mezzi, che proprio ora stanno crescendo in modo esponenziale, per diffusione, riduzione dei costi e comodità d’uso.

Una buona notizia è che senatori dei gruppi Pd, Cinque Stelle e Italia viva hanno presentato emendamenti alla legge di Bilancio per semplificare la loro circolazione. Dal presidio è arrivata la richiesta al Parlamento di approvare questi emendamenti. La micro-mobilità elettrica rappresenta uno dei tasselli della rivoluzione del settore della mobilità, che può rendere le nostre città più vivibili e pulite grazie a una forte offerta di trasporto pubblico integrata con lo sharing di auto, scooter, bici, monopattini elettrici che rende oggi possibile ridurre drasticamente le auto in circolazione.

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