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Massa in estinzione, La Nuova ecologia di febbraio dedica la copertina alla scomparsa del permafrost

Anche con il riscaldamento globale sotto ai 2 °C circa un quarto di quello più superficiale scongelerà entro fine secolo. E poi inchiesta sulla floricoltura: le spine del commercio globale.

Anche se il riscaldamento globale restasse al di sotto dei 2 °C rispetto all’era preindustriale, circa un quarto del permafrost più superficiale scongelerà entro fine secolo, dicono gli esperti dell’Ipcc. Un processo che riguarda un quarto delle terre emerse nell’emisfero nord. Se invece le emissioni continueranno a crescere, a scomparire potrebbe essere il 70% del terreno ghiacciato. E la conseguenze sarebbero imprevedibili.

La copertina di febbraio di “Nuova Ecologia” è dedicata alla scomparsa del permafrost, termine che definisce un materiale della litosfera (suolo o roccia) che resta a una temperatura pari o inferiore a 0 °C per più di due anni consecutivi.

Il fenomeno della fusione del permafrost non sta soltanto riportando “a galla” in Siberia esemplari di mammut o causando danni a città e infrastrutture artiche, fra cui la Banca mondiale dei semi nelle isole Svalbard (Norvegia) costruita per durare “in eterno” ma in attesa di ristrutturazione a dieci anni dall’inaugurazione. Quello che più preoccupa la comunità scientifica è il fatto che il permafrost artico e boreale contiene un’enorme quantità di carbonio organico, il doppio di quello presente in atmosfera: scongelandosi potrebbe far aumentare esponenzialmente la concentrazione di gas serra.

Il fenomeno ci riguarda da vicino; nella sua storia di copertina il mensile di Legambiente racconta anche ciò che sta accadendo al permafrost contenuto nelle cavità carsiche alpine monitorate dai glaciologhi dal Cnr-Ismar di Trieste. E gli effetti che questa perdita sta già causando, come l’aumento degli eventi franosi.

Fra gli altri contenuti della rivista, un’inchiesta sul boom della floricoltura in Etiopia. Fino al 2005 il Paese africano non esportava una sola rosa, oggi rifornisce oltre un terzo di quelle vendute in Europa: 100 milioni nel solo giorno di San Valentino. A trasferire la produzione sono state le industrie olandesi, che storicamente detengono il monopolio del commercio internazionale dei fiori, su pressione del governo stanco delle pesanti esternalità del settore. Così l’enorme consumo di acqua, quello di gas naturale per riscaldare le serre e l’utilizzo di sostanze chimiche sono finiti in dote alla popolazione etiope in cambio di salari da fame, che oscillano fra i 1.000 e i 1.300 birr, cioè meno di un euro al giorno.

Infine, nello spazio curato in collaborazione con Coconino Press, un estratto di “Clyde Fans”, il romanzo a fumetti del canadese Seth che il 2 febbraio ha ricevuto il premio speciale della giuria nel Festival International de la Bande Dessinée di Angoulême, fra i più importanti appuntamenti mondiali del settore.

L’ufficio stampa Legambiente 06 86268399 – 353 – 429

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