La Nuova Ecologia di marzo

In copertina: l’impatto sul clima del traffico aereo. Poi un’inchiesta sugli impianti sciistici abbandonati e un servizio dedicato all’attualità di Gianni Rodari. Questo e altro ancora sul mensile di Legambiente. 

copertina nuova ecologia marzo 2020La storia di copertina del numero di marzo di “Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, è dedicata a un tema ancora poco dibattuto nel nostro Paese: l’impatto dei voli sul riscaldamento globale. Il traffico aereo mondiale produce infatti fra il 2 e il 2,5 % delle emissioni di CO2 di origine antropica. E il trend è in crescita visto che voli passeggeri non smettono di crescere. Un fenomeno rilevante confermato anche dallo stop per via giudiziaria arrivato il 27 febbraio all’ampliamento dello scalo londinese di Heathrow. Secondo la Corte d’appello di Londra, il progetto non tiene conto dell’Accordo di Parigi sul clima. Nel 2019 inoltre, per la prima volta, una compagnia aerea, Ryanair, è finita fra le dieci aziende più inquinanti in Europa. Le altre nove “sporche” compagnie sono centrali a carbone.

È per questo, come racconta il mensile di Legambiente, che sempre più cittadini europei decidono di non viaggiare più in aereo, aderendo al boicottaggio lanciato da Flight shaming, un movimento nato in Svezia nel 2017 e portato alla ribalta dalla connazionale Greta Thunberg quando lo scorso settembre, per raggiungere lo United Nation climate action summit di New York, ha attraversato l’Atlantico in barca a vela. In Italia il movimento non è ancora decollato, ma qualcosa comincia a muoversi.

E così Bruxelles promette di rivedere la politica comunitaria degli incentivi ai carburanti, il meccanismo che di fatto rende possibili i voli low cost, e di eliminare i crediti gratuiti concessi attraverso l’Emissions trading system (Ets), il sistema di scambio di quote di emissione interno all’Ue a cui dal 2012 hanno accesso anche le compagnie aeree. Le aziende sembrano però aver già trovato una via di fuga. Se non sono in grado di controllare le proprie emissioni possono cancellarne “l’impronta”. La parola magica è offsetting: compensare l’inquinamento finanziando, ad esempio, progetti di riforestazione in Amazzonia o centrali eoliche in India. Una formula facile, capace di rassicurare quei consumatori poco disposti ai sacrifici richiesti dall’emergenza climatica e di mettere in salvo miliardi di euro di fatturato annuale.

Su questo numero della rivista c’è anche un’inchiesta sulle centinaia di impianti sciistici abbandonati in cima alle nostre montagne. La produzione di neve artificiale ha un impatto devastante sia per il consumo d’acqua che per la biodiversità montana. Ma in Italia manca qualsiasi strategia per lo sviluppo delle terre alte. E come se non bastasse si continua a sprecare denaro pubblico per impianti sempre in perdita. La dimostrazione più evidente che è arrivato il momento di ripensare il modello turistico invernale.

Segnaliamo infine il servizio dedicato a Gianni Rodari che apre le pagine culturali di “Nuova Ecologia”. A ottobre il grande scrittore italiano avrebbe compiuto cent’anni, la rivista apre allora le danze delle celebrazioni dedicandogli una “lettura” ambientalista. E sottolineando che a dispetto dell’edulcorazione e di alcuni fraintendimenti, la sua opera resta più che mai attuale in questo periodo storico.

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