Giornata mondiale della Terra

Flash mob virtuale di Legambiente: più di mille foto postate e condivise sui social per abbracciare virtualmente il Pianeta. In prima linea anche tanti artisti e volti noti: da Mauro Corona a Sandro Ruotolo, da Filippo Solibello a Lady Be.


Legambiente: “Non dimentichiamoci del clima. Per fronteggiare la crisi climatica serve il contributo  della scienza e politiche coraggiose e coerenti”.

Dall’inizio del 2020 registrati in Italia 40 eventi estremi. I nuovi dati sulla mappa cittàclima

Un immenso e caloroso abbraccio virtuale per la Terra. È quello che ha preso forma oggi sui social con il Flash mob Abbracciamola organizzato da Legambiente in occasione della giornata mondiale della Terra. Più di mille le foto postate da cittadini, volontari e circoli di Legambiente, ma anche tanti artisti e volti noti del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’arte, del giornalismo che hanno deciso di partecipare all’iniziativa per ricordare tutti insieme l’importanza della tutela del Pianeta e dell’ambiente. Mauro Corona, Sandro Ruotolo, l’artista Lady Be, i giornalisti e speaker radiofonici Filippo Solibello, Petra Loreggian e Letizia Palmisano, e molti altri: ognuno di loro ha postato una foto in cui abbraccia simbolicamente la Terra tenendo, ad esempio, tra le mani un mappamondo, un atlante, un disegno, una semplice scritta…

“La grande partecipazione al nostro flash mob social – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – dimostra che, anche in piena emergenza coronavirus, i cittadini hanno sempre a cuore la sorte della Terra e sono attenti alle questioni ambientali. Per questo in questa giornata simbolica vogliamo ricordare l’altra drammatica emergenza che grava sulla testa di tutti gli abitanti del Pianeta: la crisi climatica passata in secondo piano in queste ultime settimane. Si tratta di due emergenze causate dall’essere umano e che hanno in comune una caratteristica: per risolverle serve il fondamentale contributo degli scienziati e l’adozione di politiche coraggiose e coerenti. Sull’emergenza coronavirus questo sta avvenendo un po’ in tutto il Pianeta con qualche rara eccezione. Sulla crisi climatica, dopo l’Accordo storico firmato nel 2015 alla COP di Parigi, serve alzare l’asticella degli obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni climalteranti”.

Sul fronte climatico, infatti, per questo inizio di 2020, le notizie non sono buone, stando ai dati riportati sulla mappa Città Clima di Legambiente, dove figurano numeri e fatti dell’Osservatorio dell’associazione sull’impatto dei mutamenti climatici in Italia. Sono già 40 gli eventi climatici estremi che, da gennaio, si sono verificati nel nostro Paese. Nello specifico, si sono verificati 16 casi di danni causati da trombe d’aria, 12 allagamenti da piogge intense, nove i casi di danni al territorio causati da periodi di siccità prolungata, due eventi franosi da piogge intense e un’esondazione fluviale. Tra le situazioni più gravi quella di Vibo Valentia dove, il 30 marzo, le strade si sono trasformate in torrenti, mentre nelle zone extraurbane sono state interessati da corsi d’acqua ingrossati, frane e smottamenti. Mentre situazioni di estrema siccità hanno interessato la Puglia e la Basilicata nel mese di febbraio, con gli invasi a secco in entrambe le regioni, e il Nord, con il livello idrometrico del Po sceso ai livelli estivi.

Dati purtroppo in linea con l’andamento dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle. Il 2019 in Italia, tra nubifragi, siccità, ondate di calore sempre più forti e fenomeni meteorologici estremi dovuti ai cambiamenti climatici, ha registrato 157 gli eventi estremi, in cui hanno perso la vita 42 persone.

Foto e video collage 

 

 

 

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