Mamma orso e i suoi due cuccioli morti in Abruzzo

 

Legambiente chiede sanzioni per i responsabili, maggiori poteri al Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e un impegno straordinario del Ministero per salvare l’Orso. 

 

Sono stati rinvenuti morti in una vasca per la raccolta dell’acqua piovana, nella zona di perimetrazione esterna del Parco d’Abruzzo,  tre orsi, una mamma adulta e due cuccioli nati nell’ultimo anno. Sconvolge la notizia dell’accaduto perché viene vanificato il lavoro di tanti anni di conservazione della specie, ma indigna il fatto che nella stessa vasca nel 2010 vennero trovati morti una mamma di orso e il suo cucciolo. Anche allora la modalità del rinvenimento e le causa della morte furono le stesse, come le responsabilità’ degli dei proprietari del fondo, sempre gli stessi, che non hanno custodito in maniera adeguata  e resa sicura un’area che si sapeva frequentata dagli orsi. 

 

Anche l’Ente parco aveva più volte richiamato i proprietari dell’area ad ottemperare alle misure richieste per rendere più sicura la vasca di raccolta dell’acqua. Tutti richiami inascoltati, com’è stato un errore nel 2010 non denunciare alle autorità giudiziarie i proprietari della terra. Allora abbiamo chiesto perché non si fosse proceduto contro chi, a nostro avviso, aveva una responsabilità oggettiva di quanto accaduto e ci aspettiamo che i vertici attuali dell’Ente parco non commettano lo stesso errore e procedano con una doverosa denuncia penale per accertare le responsabilità, ed in questo caso Legambiente sarà a fianco dell’Ente nell’azione giudiziaria.

 

Quanto accaduto, inoltre, segnala un’altra urgenza e cioè la necessità  di assegnare al Parco ulteriori poteri e risorse  per intervenire in maniera più efficace nella Zona di perimetrazione esterna al Parco, la zona dove negli anni sono stati rinvenuti molti orsi deceduti, sono stati più frequenti gli incedenti e dove sono presenti molti fattori di rischio per la tutela della specie. Una prima azione che l’Ente parco potrebbe mettere in atto, d’intesa con il Ministero e le Regioni, è proprio il censimento delle strutture e infrastrutture pericolose presenti nella Zona di perimetrazione esterna, e una volta censite queste strutture, come l’inutile vasca di raccolta dell’acqua teatro dell’incidente, il parco o il Ministero devono poter intervenire per mettere in sicurezza o eliminare il pericolo.  Spesso si chiedono sforzi straordinari alle aree protette per tutelare questa specie a rischio di estinzione, ma in casi come questi occorre dare al Parco poteri speciali e risorse supplementari per risolvere i problemi, ridurre i rischi ed eliminare i detrattori ambientali presenti nel territorio.

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