Decreto Sblocca Cantieri, Lega partito leader del condono edilizio

“L’abusivismo si combatte con le ruspe. Per evitare il ricatto elettorale locale centralizzare le competenze ai Prefetti”.

“La Lega, a quanto pare, vorrebbe consolidare la sua leadership nella classifica dei condoni edilizi in Italia. Un triste primato che già vede il partito di Matteo Salvini responsabile dell’approvazione di tre sanatorie: quella recente sugli abusi di Ischia e sulla riapertura dei termini del condono nel Centro Italia, voluta dal Movimento 5 Stelle, e i due condoni tombali del passato, il Berlusconi – Radice del 1994 e il Berlusconi – Lunardi del 2003. Quello di cui si sta discutendo in questi giorni, a proposito del decreto Sblocca Cantieri, sarebbe il quarto atto a favore degli abusivi e dell’illegalità in edilizia”. Così il presidente di Legambiente Stefano Ciafani su quanto emerge dalla trattativa in corso sul decreto Sblocca Cantieri che dovrebbe essere licenziato a breve dall’esecutivo.

“I condoni edilizi premiano i furbi e i disonesti a scapito di chi, invece, rispetta la legge – prosegue Stefano Ciafani –. È tristemente assodato che, ogni volta che si parla di condono edilizio, si accendono le betoniere degli abusivi, che già purtroppo caratterizzano il nostro territorio, anche in aree di pregio, lo massacrano e fin troppo spesso mettono anche a repentaglio la vita delle persone. È bene ricordare al vice premier Salvini che ad amplificare i rischi per la vita non sono gli ambientalisti da salotto che non fanno tagliare gli alberi o cavare inerti dagli alvei fluviali, secondo quanto dichiarato dopo la tragedia di Casteldaccia in provincia di Palermo lo scorso novembre, ma il ricorso ai condoni edilizi che sanano case costruite male, con materiali scadenti, senza il rispetto dei vincoli che garantiscono l’incolumità delle persone”.

Secondo le stime del Cresme, presentate nell’ultimo rapporto Ecomafia di Legambiente, nel 2017 in Italia sarebbero state costruite circa 17.000 nuove case abusive. Spaziando dall’abusivismo classico, che risale alle stagioni delle pesanti speculazioni immobiliari e dell’assalto alle coste, e quello di nuova matrice, meno maestoso e appariscente, più nascosto ma sempre presente. Secondo i dati di Ecomafia 2018, il lavoro delle forze dell’ordine nel 2017 ha portato alla luce 3.908 infrazioni sul fronte “ciclo illegale del cemento”, una media di 10,7 ogni ventiquattro ore, e alla denuncia di 4.977 persone. Un dato in leggera flessione rispetto all’anno precedente, ma che testimonia come – dopo anni di recessione significativa – l’edilizia, e quindi anche quella in nero, abbia ricominciato a lavorare.

“Quello che serve – conclude il presidente di Legambiente – è esattamente il contrario: gli abusi edilizi, grandi e piccoli, vanno combattuti con le ruspe. Occorre dare strumenti alle amministrazioni locali e non lasciare soli i pochi sindaci che hanno il coraggio di far muovere le ruspe, rischiando in prima persona. Serve una nuova legge che centralizzi le competenze in materia, affidando questo compito ai prefetti per risolvere il ricatto elettorale che grava sulla lotta all’abusivismo edilizio nel nostro Paese”.

 

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