Profughi ambientali: cambiamento climatico, acqua e migrazioni forzate


Diffondere tra i giovani la cultura dell'accoglienza e della solidarietà, consegnare loro strumenti utili alla comprensione dei motivi che portano sempre più persone ad abbandonare i loro paesi di origine per migrare altrove

IL progetto “Profughi ambientali: Cambiamento climatico, acqua e migrazioni forzate”, promosso dalle Organizzazioni non governative Legambiente e CeVI – Centro di Volontariato Internazionale - e cofinanziato dalla Tavola Valdese, intende approfondire il tema dei migranti ambientali. Persone costrette a migrare perché non possono più garantirsi mezzi sicuri di sussistenza nei luoghi in cui vivono, principalmente a causa di fenomeni ambientali di portata inconsueta dovuti ai cambiamenti climatici. Siccità, desertificazione, deforestazione, erosione e altre forme di degrado del suolo, deficit di risorse, declino di habitat urbani e disastri naturali quali cicloni, tempeste e alluvioni. È sempre più evidente che queste alterazioni deglin ecosistemi - causate da fattori antropici - hanno avuto e avranno in futuro effetti diretti e indiretti sempre più importanti sulla società e andranno ad incrementare il numero di persone costrette ad abbandonare il proprio luogo di nascita per ricostruire un futuro altrove. I migranti che arrivano nel nostro Paese, però, sono troppo spesso considerati come “numeri” o come un pericolo. 
Il progetto vuole quindi contribuire a evidenziare le nostre responsabilità, come cittadini del Nord del Mondo, verso le popolazioni colpite dagli effetti del cambiamento climatico, per superare la visione del migrante come “invasore” e favorire invece la diffusione tra i giovani di una cultura del rispetto, dell’accoglienza e della solidarietà e l’adozione di buone pratiche quotidiane per la salvaguardia dell’ambiente.
 

Scarica il percorso didattico

“Profughi ambientali: cambiamento climatico, acqua e migrazioni forzate” (pdf)

 

Approfondimenti

Dossier   “Profughi ambientali, cambiamento climatico e migrazioni forzate”


 

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Pubblicato il27 novembre 2013