Profughi ambientali, cambiamento climatico e migrazioni forzate (2011)


Troppo spesso si parla di profughi o di rifugiati, come se fossero numeri e come rappresentassero con cattiveria e volontà negativa un pericolo per noi e per gli altri. Invece sono persone, e dietro quei numeri c’è una vera disperazione. E i numeri delle persone costrette a lasciare i loro territori, perché resi invivibili dalle conseguenze dei mutamenti climatici e in genere dalle conseguenze di una crisi ambientale, che si confermano enormi e impensabili vanno visti non dal punto di vista della paura di un’invasione dei propri spazi ma di tanta sofferenza che lì dove sono creano disperazione.

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Pubblicato il20 dicembre 2011