Festival dell'Economia Civile – II giornata: rigenerazione urbana, lavoro giovanile, enti pubblici i temi della seconda giornata


  Dalla riqualificazione delle aree dismesse alle associazioni che incentivano il lavoro d'impresa, dal baratto sociale ai laboratori universitari sui beni pubblici per arrivare all'albo della cittadinanza attiva e ai progetti di innovation city.  Domani il convegno finale con la lectio magistralis dell'economista Stefano Zamagni  

 

 

Il Festival dell'Economia Civile entra nel vivo: dopo quella inaugurale di ieri, oggi ha preso il via a Campi Bisenzio (Fi) la seconda giornata incentrata su rigenerazione urbana, nuovo lavoro giovanile, ruolo attivo degli enti pubblici. Sono questi gli altri tre "cantieri" raccontati e promossi dal Festival dell'Economia Civile, insieme a quelli su welfare comunitario, consumo consapevole e sviluppo sostenibile. La rassegna, promossa dal Comune di Campi Bisenzio, Legambiente, Scuola di Economia Civile e Anci Toscana con il patrocinio della Regione Toscana e della Città metropolitana di Firenze, è stata pensata per confrontarsi e raccontare, attraverso workshop, incontri e laboratori rivolti anche alle scuole, un nuovo modello di sviluppo basato su un'economia partecipativa che fa bene al Paese e all'ambiente. Anche nella giornata di oggi si sono alternate voci ed esponenti del mondo istituzionale e civile che hanno acceso i riflettori sull'Italia che scommette sull'economia civile ripartendo, ad esempio, dalle città e dalle periferie, potenziali culle di innovazione e buone pratiche, dal volontariato civico e dal co-working, ma anche da una maggiore sinergia con quelle amministrazioni che promuovono la partecipazione attiva dei cittadini.  Ecco allora prendere piede le forme di baratto amministrativo-sociale, l'istituzione di un albo della cittadinanza attiva, progetti di welfare d'iniziativa locale.

 

Rigenerazione urbana - L'Economia civile guarda alla rigenerazione urbana. Lo dimostrano le tante esperienze europee, ma anche quelle avviate nel nostro Paese e legate alla mobilità, all'urbanistica e all'ambiente. Progetti partecipativi, reti associative, social street, condomini green, cooperative di comunità. Le città possono diventare cantieri di innovazione capaci di creare lavoro rigenerando e conferendo qualità e sicurezza agli spazi pubblici e alle abitazioni. Il primo passo è quello di pensare al riuso degli spazi vuoti o abbandonati per dar vita a nuovi luoghi associativi e di appartenenza alla comunità.

Tra le esperienze raccontate oggi al Festival, nel workshop coordinato da Enrico Fontana, responsabile nazionale Economia civile di Legambiente, c'è poi il lavoro messo in campo dal comune di Campi Bisenzio che sta portando avanti uno studio delle zone urbane più marginali tra il centro storico di S. Donnino e la nuova via Pistoiese, per poi dar avvio ad una serie di lavori di interventi di riqualificazione. Un altro progetto concreto è del Campus Design dell'Università di Firenze, realizzato nel comune di Calenzano, in un'area che è stata interessata da un rilevante piano di recupero e riqualificazione urbana di edifici industriali dismessi, l'ex Pasquali, con l'obiettivo di creare un nuovo centro della e per la comunità locale, per la formazione e l'innovazione. Il Campus ha una struttura dinamica e ruota intorno ad una piattaforma pedonale. 

 

Ma anche la mobilità sostenibile e una filosofia legata al riuso e alla valorizzazione dei beni comuni sono in grado di suggerire nuove soluzioni di comunità, come accade ad esempio a Milano, in via Caldera, dove oltre alla rastrelliera sono state acquistate alcune bici, anche a pedalata assistita, e dove è attivo il servizio di car sharing elettrico condominiale (una delle esperienze raccontate nel quaderno "Rigenerare le città" Legambiente-Legacoop, presentato da Carlo Andorlini). Nei trasporti la città metropolitana di Firenze sta sviluppando il mobility management di area, promuovendo una campagna di comunicazione e di incentivo all'utilizzo di mezzi alternativi al mezzo privato. 

AppCycle è invece una piattaforma web e mobile, popolata da una comunità di persone, imprese e associazioni che operano nel campo del riuso creativo all'insegna della condivisione, del lavoro etico e del "designer del riuso". Il tema del riuso ha talmente acquistato importanza che è nata anche "L'università del Riuso", raccontata da Giovanni Campagnoli, un nuovo ambiente formativo sulle professioni e sulle tematiche del riuso degli spazi sottoutilizzati che costituiscono ormai gran parte del patrimonio delle città e dei paesi. Sul fronte dei beni comuni, è nato sempre in ambito universitario, alla Luiss, il LABoratorio per la GOVernance dei beni comuni, diretto da Christian Iaione, che offre un percorso non formale per scoprire e studiare i principi, le tecniche, gli strumenti e le pratiche di gestione dei beni comuni di Roma e poi metterli in pratica con lezioni sul campo. Gli studenti imparano a costruire e sviluppare progetti concreti di innovazione sociale, economia collaborativa e urbanistica per la città di Roma, in particolare nei cantieri di sperimentazione del progetto CO-Roma.

 

Gli altri due temi al centro della seconda giornata del Festival dell'Economia Civile sono stati il nuovo lavoro giovanile e l'ente pubblico come attore attivo. Il successo e il valore aggiunto delle nuove economie di condivisione (sharing economy, crowdfundinge e coworking) e del volontariato civico dimostrano che nel territorio ci sono nuovi ingredienti, che se ben “amalgamati”, possono creare e incentivare lavoro giovanile, come hanno spiegato Andrea Pugliese esperto di innovazione sociale e nuove competenze sharing economy e Davide Pellegrini, presidente di Sharing Italia. In Italia sono già attive 120 piattaforme di sharing economy, il 25% in più rispetto al 2015; 85 sono i sistemi di crowdfunding, ben 68% in più rispetto al 2014, mentre comincia a diffondersi anche il co-working. L'associazione fiorentina Vivaio per l'intraprendenza è una delle tante realtà che va in questa direzione e che si pone come obiettivo quello di diffondere la cultura imprenditoriale, aiutando le categorie meno avvantaggiate. Ad oggi vanta la creazione di oltre cento imprese (nei settori dell'artigianato, dei servizi alle imprese o alle persone, del commercio), nel 79% dei casi fondate da donne.

Ci sono poi le "Officine Libere": si tratta delle cosiddette "officine" realizzate da Libera, pensate come momento di progettazione partecipata volta a costruire progetti d'innovazione sociale che abbiano a cuore un diverso modello di sviluppo locale. Esperienze raccontante nel workshop coordinato da Lorenzo Barucca, coordinatore Nazionale Ufficio Economia Civile - Legambiente Nazionale e Chiara Criscuoli, responsabile Ufficio Giovanisì – Regione Toscana e in quello coordinato da Luigi Ricci, assessore al Nuovo Welfare di Comunità del Comune di Campi Bisenzio, che ha dedicato un focus specifico dedicato al volontariato civico e all’inclusione sociale. Tra le esperienze raccontate oggi anche quella del progetto Abitare solidale che prevede una coabitazione basata sul reciproco sostegno da parte di persone che quotidianamente devono affrontare i rischi legati all’isolamento sociale.

 

Nella partita dell'economia civile è indispensabile la partecipazione attiva delle amministrazioni (come spiegato nel seminario aperto da Massimo Allulli, area studi Ricerche banca dati delle autonomie locali – ANCI). Le esperienze maturate in Toscana e in altre regioni italiane indicano vie percorribili per poter affermare un ruolo attivo e centrale dell'ente pubblico locale, che si fa portavoce di innovazione e al tempo stesso è capace di garantire spazi di progettazione, partecipazione, decisione e intervento. Qualche esempio?

Il comune di Massarosa, in provincia di Lucca, ha istituito l'albo della cittadinanza attiva rivolto a cittadini e associazioni che vogliono svolgere volontario civico. Una iniziativa pensata in una logica di collaborazione tra amministrazione e cittadinanza che permette di ottenere un territorio più curato, sgravi fiscali per le famiglie (previsti in base all'impegno svolto), e un maggior senso di appartenenza alla comunità. C'è poi il baratto sociale messo in atto, in via sperimentale, dal comune di Poggio Caiano per favorire l'inclusione attraverso l'impegno civico e dar vita ad un circolo virtuoso di scambio tra cittadini e amministrazioni. Alla richiesta di misure di sostegno al reddito da parte dei cittadini ai servizi sociali corrisponde la richiesta da parte del Comune ai beneficiari degli aiuti di prendere parte ad attività di volontariato a favore della comunità.

 

Ma le buone pratiche di economia civile arrivano anche da sud: ad esempio la città di Lecce ha lanciato il progetto "Lecce Innovation city" con l'obiettivo di connettere idee e persone per innovare e valorizzare l'ecosistema culturale e turistico della città, attraverso la promozione di nuove pratiche e la creazione di nuove reti e relazioni. Tra gli obiettivi specifici: la sperimentazione di modelli di finanziamento innovativi tra pubblico e privato e la progettazione di iniziative di crowdfunding civico per progetti culturali sulla città. Il progetto inoltre coinvolge cento giovani, tra i 16 e i 35 anni, per la creazione di cinque cantieri di innovazione sociale nei quali poter ideare e progettare nuove soluzioni, idee, prodotti, servizi e modelli per la città di Lecce nell'ambito della cultura e del turismo.

 

Tra le altre buone pratiche raccontate oggi al Festival dell'Economia, nel worskop coordinato da Sandra Capuzzi, assessore del comune di Pisa e responsabile Politiche sociali Anci Toscana, anche il progetto WIN (Welfare d'iniziativa), un progetto sociale di rete nato a Empoli grazie alla collaborazione fra l'associazione VNP (Vecchie e Nuove Povertà) e l'Unione dei Comuni dell'Empolese Valdelsa, che prevede lo sviluppo di azioni di contrasto a forme vecchie e nuove di povertà, di marginalità ed esclusione sociale, la creazione di un laboratorio di Welfare di Comunità per ripensare e rendere efficace la spesa sociale con un nuovo sistema di governante e operatività creando alleanza tra pubblico e privato, tra profit e non profit. I risultati raggiunti nel 2016 sono notevoli, solo per citarne alcuni: 70 azioni di accompagnamento per inserimenti lavorativi; 2 progetti di creazione d'impresa e/o sviluppo di nuovi settori di imprese già esistenti; 30 rientri in percorsi di formazione/istruzione; 63 progetti di inserimento lavorativo non curriculari; 1 assunzione a tempo determinato presso cooperative sociali e altre aziende;10 attivazioni di percorsi assistenziali in collaborazione con ASL11, finalizzati al reinserimento lavorativo.

 

Evento 19 novembre - Il Festival dell'Economia Civile si concluderà domani con il convegno conclusivo "Contesti, città, comunità: l'Economia Civile prende Campi", in programma alle 9.30 presso il Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio. All'incontro, aperto con una lectio Magistralis del professor Stefano Zamagni, interverranno il Sindaco di Campi Bisenzio e responsabile Anci Toscana per la partecipazione, Emiliano Fossi, la Presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni, l'imprenditore Niccolò Manetti, il Presidente di Anci Toscana e Sindaco di Prato, Matteo Biffoni, l'europarlamentare Simona Bonafè e il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

 

 

Informazioni e programma sul sito www.festivaleconomiacivile.it

L'ingresso è gratuito.

 

L'ufficio stampa: 06.86268376/53/99 – 3490597187

Temi:
Pubblicato il18 novembre 2016