Approvata la legge di conversione del decreto Ilva. Legambiente: “Questo decreto non ci convince affatto".


"Nessun calendario vincolante per chi non rispetta le misure previste dall’Aia. Nessuna pubblicità alle modifiche proposte al Piano Ambientale”

“Non ci siamo. Il decreto Ilva, approvato oggi in via definitiva dal Senato, non ci convince affatto e siamo convinti che il governo abbia perso una importante occasione per dimostrare che sia possibile coniugare diritto alla salute e all’ambiente con il diritto al lavoro e le esigenze produttive. Anche se il testo contiene alcuni punti positivi come la deroga per le assunzioni in ARPA PUGLIA e un limite temporale all’impunità dei gestori, purtroppo restano diverse criticità. Siamo convinti che l’aver stabilito una proroga fino a 18 mesi fornirà una giustificazione all’ulteriore slittamento dell’attuazione delle più importanti misure previste dall’Aia, dalla copertura dei parchi minerali agli interventi sulle batterie, con ulteriori ritardi e blocco degli interventi. Sarebbe stato importante, invece, che le eventuali proroghe concesse fossero state accompagnate da un calendario vincolante che prevedesse, in caso di ulteriori ritardi, la chiusura degli impianti interessati e la loro rimessa in funzione solo una volta effettuati gli interventi Aia e, in questo quadro, un rafforzamento dei controlli affidati ad Ispra e Arpa Puglia, che svolgono un ruolo prezioso e importante, sulle emissioni dell’impianto. Infine nel decreto legge approvato oggi non compare nessun riferimento alla pubblicità delle modifiche ed integrazioni proposte al Piano Ambientale, e alla possibilità, che nella fase che porta alla definizione del nuovo Piano Ambientale, siano coinvolti altri soggetti oltre il Comitato degli esperti nominato dal Ministro dell'ambiente”, dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente.

 

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27 luglio 2016

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Pubblicato il27 luglio 2016