La comunità internazionale fermi il genocidio in Siria


Lettera aperta al Consiglio di Sicurezza e alle Istituzioni delle Nazioni Unite, alle istituzioni europee, al Governo Italiano. Come cittadini europei non vogliamo essere complici.

Aleppo come Sebrenica. Decine di migliaia sono i civili ancora bloccati in città, ma le notizie che ci giungono sono poco rassicuranti sulla loro sorte. 

Abbiamo già vissuto, nel nostro recente passato, un dramma simile: un genocidio vero e proprio che avviene a poca distanza da noi, mentre la comunità internazionale poco fa, nella pratica, per fermarlo o per dare reale assitenza ai profughi che scappano dalla guerra. Come cittadini non vogliamo che accada di nuovo, non vogliamo essere complici, non vogliamo essere carnefici. [Leggi l'editoriale di Rossella Muroni "Aleppo è tra noi" su www.lanuovaecologia.it.]

 

Per questo dobbiamo farci sentire, tutti. 

 

Come Legambiente abbiamo sottoscritto una lettera aperta al Consiglio di Sicurezza e alle Istituzioni delle Nazioni Unite, alle istituzioni europee e al Governo Italiano, promossa dall'Associazione Ong Italiane (AOI) e firmata da molte altre associazioni ed esponenti della società civile, chiedendo:

  • la ferma condanna dell’eccidio in atto ad Aleppo da parte di tutte le forze militari in azione;
  • l’azione fattiva politico-diplomatica per il cessate il fuoco immediato che ad oggi è stato firmato solo dalla Russia e non dal Governo di Assad, imponendo che l’accordo sia rispettato da tutte le parti;
  • l’invio di monitor ONU che assicurino anche l’uscita in sicurezza dei civili dalla zona assediata con l’apertura di corridoi umanitari sicuri;
  • l’apertura di un’indagine sul destino delle persone “scomparse”, secondo quanto denunciato dal responsabile ONU per i diritti umani in Siria;
  • l’istituzione di una Commissione d’indagine indipendente sulle violazioni del diritto internazionale nel corso dell’assedio di Aleppo, dall’inizio ad oggi.

 

Come cittadini europei, sottoscriviamo l'appello ai nostri governi per fare pressione a livello internazionale per fermare il massacro dei civili intrappolati ad Aleppo e per consentirne una evacuazione sicura. Firma l'appello >> qui

 

 

 

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Pubblicato il16 dicembre 2016