Carta di Roma, per il recupero di animali salvati non a fini di lucro


9 associazioni denuciano l'assenza di un Piano nazionale d’azione che affronti l’enorme sofferenza animale causata da illegalità e criminalità. Nella "Carta di Roma" 12 punti fondamentali per cambiare le cose    

Il codice penale, trattati internazionali, direttive comunitarie e leggi in materia di traffico di animali esotici, fauna selvatica, sperimentazione, circhi, zoo, animali domestici prevedono specifici impegni di tutela degli animali selvatici e domestici da parte dello Stato. Impegni largamente disattesi che non sono stati tradotti in specifiche norme su strutture, procedure di autorizzazione, modalità di accoglimento, mantenimento e adozione degli animali ricoverati, né in finanziamenti adeguati.

A denunciarlo, in occasione del World WildLife Day, la giornata internazionale della natura indetta dalle Nazioni Unite, sono 9 associazioni: ENPA, Il Rifugio degli asinelli, Italian Horse Protection, LAV, Legambiente, Lega nazionale per la difesa del cane, Lipu-BirdLife Italia, Rete dei santuari di animali liberi in Italia, WWF Italia.

Le associazioni hanno sottoscritto e presentato al governo la "Carta di Roma": un documento sullo stato dell'arte e 12 proposte specifiche per cambiare le cose, in cui si afferma la necessità di un nuovo quadro normativo per il riconoscimento e la promozione dei centri di recupero e i santuari degli animali, tutelando e rendendo effettiva la loro funzione di interesse collettivo. Comunicato stampa

"Carta di Roma" per il recupero di animali salvati non a fini di lucro 

 

 

 

 

Temi:
Pubblicato il03 marzo 2017