Api e Orti, parte il progetto di Legambiente e Conapi


Legambiente e il Consorzio Nazionale Apicoltori uniscono le forze per accrescere la consapevolezza delle persone circa il ruolo fondamentale delle api per la salvaguardia della biodiversità

Legambiente e Conapi hanno siglato un accordo. L'obiettivo: informare e sensibilizzare sull’importanza del sistema delle api come bioindicatori dell’inquinamento ambientale e sui principi dell’agricoltura biologica.
A sancire l’impegno reciproco l’avvio di Api e Orti, il progetto nato con la collaborazione dell’Università di Bologna e attivo in tre città pilota presso gli orti urbani e sociali della rete dei circoli di Legambiente, in particolare a Milano e Potenza e presso l’area Caab-Fico a Bologna. Si tratta di un progetto che coniuga ambientalismo scientifico -attraverso attività di biomonitoraggio- aspetti sociali e culturali. 
Dal punto di vista operativo, per dare il via al progetto, sono state individuate le tre postazioni pilota a Bologna, Milano e Potenza. Qui sono state collocate le famiglie di api che saranno monitorate dalla primavera all’autunno inoltrato, per valutarne la salute in ambiente urbano, attraverso analisi di laboratorio in grado di individuare anche sostanze tossiche introdotte nell’ambiente. L’obiettivo non è certo diffondere allarmismo, ma semmai rinforzare l’idea che esiste uno stretto legame fra tutte le forme viventi. Tanto che anche una piccola ape può aiutarci a comprendere meglio ciò che accade al clima, all’agricoltura e quindi alla salute del pianeta e dell’uomo.

Gli orti urbani e sociali sono un esempio di green society. Raccontano un pezzo di Paese che ricercando il benessere individuale è riuscito a prendersi cura anche dei bisogni collettivi. Attorno agli orti urbani ruotano iniziative finalizzate all’educazione alimentare, ambientale e alla tutela della biodiversità che coinvolgono direttamente i cittadini, le scuole, le amministrazioni locali, le aziende incentivando alla gestione del bene comune e contribuendo al miglioramento della qualità della vita. In linea con questi requisii Legambiente ha sollecitato, nell’Osservatorio sull’agricoltura sociale di cui fa parte, che gli orti urbani e sociali presenti in aziende agricole o su altri terreni di proprietà privata, pubblica o collettiva, siano riconosciuti come attività di agricoltura sociale e inseriti nel decreto attuativo della legge sull’agricoltura sociale 141/201

 

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Pubblicato il21 giugno 2017