Giornata mondiale di azione per il clima e global strike

Legambiente insieme ai FFF in prima linea dal nord al sud della Penisola con tante iniziative digitali e presidi territoriali per riaccendere i riflettori sulla crisi climatica.

Al via oggi anche #UnmuteClimateChange – il primo sciopero fatto completamente in didattica a distanza.

Legambiente “Agire ora e bene per contrastare la crisi climatica e garantire un futuro migliore ed equo. Servono azioni concrete e riforme propedeutiche alla transizione ecologica, un PNRR e un PNIEC più ambiziosi e in linea con gli obiettivi di Parigi  e una riforma fiscale che annulli entro pochi anni i 19 miliardi di euro di sussidi ambientalmente dannosi”

La pandemia non ferma le proteste dei giovani in nome del clima. Oggi in tutto il mondo, attraverso una grande mobilitazione mondiale, i ragazzi tornano a far sentire la propria voce al motto: “transizione ecologica: now or never”. Un appello che raccoglie anche Legambiente che, in occasione dello sciopero globale per il clima e della giornata mondiale di azione climatica, si mobilita dal nord al sud della Penisola insieme ai Fridays For Future e ai suoi giovani volontari con iniziative digitali come “#UnmuteClimateChange – il primo sciopero fatto completamente in Dad” e presidi territoriali organizzati nel pieno rispetto delle misure anticovid come quelli in programma a Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Udine, Brescia, Bagheria, Pisa dove davanti al comune saranno organizzate delle performance artistiche, Firenze dove farà tappa la campagna Clean Cities, Ancona dove gli studenti attaccheranno striscioni con lo slogan “ChangeClimateChange – Eni Enemy of the Planet”. In Basilicata, si terrà invece lo Youth Climate Meeting, un incontro online che vedrà confrontarsi giovani attivisti da tutta la regione sul tema della decarbonizzazione e del volontariato e che vedrà la partecipazione del presidente di Legambiente Stefano Ciafani.

In questa giornata di mobilitazione per il clima, Legambiente torna a chiedere a gran voce al Governo un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e un Piano Nazionale Integrato Energia e Clima più ambiziosi, in linea con gli obiettivi globali dell’Accordo di Parigi e con quelli europei di riduzione delle emissioni climalteranti. Per l’associazione ambientalista servono azioni concrete e riforme propedeutiche alla transizione ecologica per non sprecare le risorse europee. In particolare sono cinque le riforme da cui partire: semplificare e velocizzare l’iter autorizzativo dei progetti per la transizione ecologica, accrescere le competenze della pubblica amministrazione con nuove professionalità e un vasto programma di formazione, ridurre i conflitti territoriali con nuovi strumenti per la partecipazione dei cittadini e istituzioni locali a partire da una legge sul dibattito pubblico, potenziare i controlli pubblici del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, avviare una riforma fiscale che preveda il graduale abbandono dei sussidi alle fonti fossili. Azioni e riforme al centro del PNRR redatto da Legambiente e sintetizzate nel video caricato sul canale youtube di Legambiente. Il faro che ha guidato l’associazione ambientalista nella redazione del suo Recovery Plan è proprio la lotta alla crisi climatica che riguarda trasversalmente le 23 priorità nazionali di intervento.

“È ora di dare delle risposte concrete ai tanti giovani che protestano per il clima abbandonando le false promesse. Le risorse che l’Europa ha messo a disposizione con il Next Generation EU – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresentano un’occasione importante per ridisegnare l’Italia al 2030 e renderla davvero un Paese innovativo, moderno e sostenibile dando alle future generazioni un futuro migliore ed equo. Il nostro auspicio è che il PNRR venga rafforzato in alcune sue parti prendendo come modello il piano da noi redatto frutto di un lavoro collettivo e presentato al premier Mario Draghi durante le consultazioni. Un piano che oltre a spiegare quali sono le opere prioritarie da realizzare, indica quali sono le riforme trasversali da mettere in campo per accelerare la transizione ecologica. Allo stesso tempo – continua Ciafani – sarà importante rendere più ambiziosi gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima per fare in modo che anche l’Italia contribuisca a quel meno 55% di emissioni climalteranti che l’Europa si è imposta entro il 2030. E approvare una riforma fiscale che annulli entro pochi anni i 19 miliardi di euro di sussidi ambientalmente dannosi regalati ogni anno a carbone, gas e petrolio trasformandoli in incentivi per la riconversione di impianti e mezzi, partendo da agricoltura e autotrasporto. Senza dimenticare che è fondamentale scongiurare fake news e greenwashing e contrastare i nemici del clima, cioè quelle aziende e infrastrutture la cui attività contribuisce in maniera drammatica alla crisi climatica e all’inquinamento locale”.

Tra le iniziative digital, nell’ambito di changeclimatechange, Legambiente invita oggi i ragazzi in didattica a distanza a partecipare a #UnmuteClimateChange – il primo sciopero fatto completamente in Dad. Partecipare è semplice: basta cambiare il proprio nome in “UnmuteClimateChange”, restare in muto per tutta la lezione, fare una foto allo schermo e condividerla poi su Instagram e Facebook taggando Legambiente e la propria associazione, con gli hashtag #NoMoreEmptyPromises #UnmuteClimateChange. Un gesto simbolico per denunciare l’immobilismo delle istituzioni ma anche per promuovere dei momenti di confronto e di partecipazione da parte di studenti e insegnanti sul tema dell’emergenza climatica.

Tutte le info su: https://www.changeclimatechange.it/tu/unmuteclimatechange/

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