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Giornata mondiale delle Zone Umide 2021: “Acqua, zone umide e vita sono inseparabili”

Da Legambiente le azioni chiave per proteggere questi preziosi ecosistemi, un’iniziativa social e 40 eventi in tutta Italia. Ecco come aderire.

La Convenzione di Ramsar sulle Zone Umide compie 50 anni, le azioni chiave per tutelare gli ecosistemi acquatici secondo Legambiente: “Proteggere il 30% del territorio nazionale entro il 2030, creare più zone umide, migliorare la gestione delle aree protette”.

40 gli appuntamenti organizzati da Legambiente fino al 7 febbraio, tra eventi online e in presenza, in difesa delle zone umide italiane. Quest’anno l’iniziativa corre anche sui social.

Ecco come aderire:

  • l’elenco completo degli appuntamenti consultabile sul sito di Legambiente Natura
  • i cartelli da utilizzare per aderire all’azione social

 

Alleate contro i cambiamenti climatici, scrigni di biodiversità, fonti di risorse irrinunciabili per l’uomo. Nella Giornata mondiale dedicata alle Zone Umide Legambiente celebra i 50 anni della Convenzione di Ramsar che tutela questi ecosistemi tanto fragili quanto essenziali alla vita, proponendo le azioni chiave per la loro salvaguardia nel decennio 2020-2030 e mobilitando, al contempo, volontari e cittadini tra eventi online, in presenza e attraverso un’azione social per valorizzare le zone umide della Penisola, raccontate anche nell’ambito della campagna Change Climate Change.

Dalle torbiere ai sistemi dunali, dalle saline agli acquitrini, le zone umide sono fonte di vita per le numerosissime specie vegetali e animali che da esse dipendono, ma sono strettamente correlate anche alla nostra sopravvivenza. Eppure, i dati del SOER Freshwater 2020 ci dicono che in Europa soltanto il 40% dei corpi idrici superficiali presenta un buono stato ecologico e che le zone umide sono ampiamente degradate, in declino per estensione e qualità a causa di agricoltura intensiva, abbandono delle tradizionali attività agro-pastorali, alterazione degli equilibri idrici, inquinamento (dovuto anche all’uso dei pesticidi), invasione di specie aliene, urbanizzazione e sviluppo d’infrastrutture. Uno scenario che fa il paio con quello mondiale: nell’ultimo secolo, la Terra ha dovuto dire addio al 64% delle sue zone umide. Fallito, a livello globale, l’obiettivo dell’Agenda sullo Sviluppo Sostenibile che prevedeva la protezione e il restauro degli ecosistemi acquatici entro il 2020. Secondo le liste rosse dell’IUCN, oggi nel mondo un terzo delle specie legate agli ecosistemi acquatici risulta minacciato, mentre sono a rischio scomparsa oltre i tre quarti delle paludi e delle torbiere e quasi la metà dei laghi, dei fiumi e delle coste. Ma in pericolo sono anche il mantenimento e il miglioramento dei servizi ecosistemici che proprio intorno alle zone umide ruotano.

Rifugio per oltre 100 mila specie d’acqua dolce conosciute, le zone umide sono i più efficaci serbatoi di carbonio del Pianeta – le sole torbiere, che coprono il 3% della superficie terrestre, assorbono il 30% del carbonio organico dei suoli – e hanno un ruolo significativo nel contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici: barriere naturali contro gli eventi estremi di origine marina, come le praterie di posidonia; capaci di immagazzinare le piogge in eccesso e mitigare gli impatti delle inondazioni, come le pianure alluvionali; o ancora, in grado di preservare endemismi e peculiarità dei paesaggi montani, come le sorgenti e i laghi d’alta quota. Dalle zone umide deriva, inoltre, il 70% di tutta l’acqua dolce utilizzata per l’irrigazione. Da qui lo slogan 2021 scelto dall’ONU per celebrare i 50 anni della Convenzione di Ramsar e la Giornata mondiale loro dedicata: “Acqua, zone umide e vita sono inseparabili”.

“Sebbene si continui a sottovalutare il valore della natura, la pandemia che ci ha colpiti dovrebbe stimolare una riflessione globale sull’urgenza di adottare un approccio ecosistemico per mitigare le conseguenze della perdita di biodiversità e della crisi climatica e i rischi derivanti da ecosistemi tanto fragili quanto essenziali per la qualità delle risorse e delle attività produttive a essi legati, dall’agricoltura alla pesca, alla zootecnia – osserva Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette e Biodiversità di Legambiente – Al netto delle difficoltà, il 2020 segna un momento decisivo per misurare gli impegni dell’Ue, a partire dalla Strategia dell’Europa sulla Biodiversità per il 2030 che rende espliciti gli obiettivi del prossimo decennio e sottolinea l’importanza di mantenere ecosistemi sani e funzionali a garantire l’equilibrio climatico: ogni piano in tal senso deve includere un uso sostenibile e responsabile delle zone umide e degli ecosistemi acquatici”.

Azione politica e ricerca scientifica, ma non solo. “Punto focale, al centro del nostro impegno associativo anche per il decennio 2020-2030, – sottolinea Nicoletti – sarà la mobilitazione dei cittadini nella cura e nell’adozione diretta di aree umide poco note, considerate minori o non riconosciute con lo status di aree protette. Pensiamo, ad esempio, alle cosiddette ‘marrane’ a Roma, piccole pozze e corsi d’acqua che spesso incrociamo distrattamente, e guardiamo, d’altro canto, alle esperienze costruttive nate proprio nello stesso contesto urbano, come il Parco della Cellulosa: rafforzare la comprensione del ruolo di questi ambienti e promuoverne la gestione virtuosa è fondamentale, specie all’interno delle nostre città dove questi preziosissimi serbatoi di biodiversità e di carbonio possono fare la differenza”.

In coerenza con la Strategia dell’Ue sulla Biodiversità per il 2030, Legambiente individua alcuni obiettivi chiave nella sua azione a favore degli ecosistemi acquatici: realizzare nuove aree protette, fare crescere le piccole zone umide adottate dai cittadini anche negli ambienti urbani e aumentare il numero di quelle riconosciute dalla Convenzione di Ramsar per raggiungere l’obiettivo del 30% di territorio nazionale protetto; rafforzare la tutela della biodiversità acquatica e migliorare la sinergia tra norme nazionali e Direttive comunitarie (Habitat, Uccelli, Acque e Alluvioni); migliorare l’integrazione e la gestione unitaria delle aree protette, i siti della Rete natura 2000 e le Zone Umide riconosciute dalla Convenzione di Ramsar e realizzare una rete di enti gestori di questi ecosistemi; ripristinare gli ecosistemi degradati e realizzare infrastrutture fluviali sostenibili per contribuire a ripristinare almeno 25 mila km di fiumi a scorrimento libero in Europa.

Da dieci anni Legambiente aderisce alla Giornata mondiale delle Zone Umide, istituita per celebrare la firma della Convenzione di Ramsar (1971) che oggi compie 50 anni e comprende una lista di circa 2.200 zone umide d’importanza strategica internazionale, di cui 65 riconosciute in Italia: ogni febbraio il cigno verde organizza attività di citizen science, propone di creare piccole zone umide nelle aree urbane e adotta quelle non adeguatamente tutelate, rendendole fruibili anche ai turisti. Anche quest’anno, pur dovendo far fronte alle restrizioni imposte dalla pandemia, l’impegno non viene meno: 40 gli appuntamenti in programma, tra escursioni, conferenze e azioni online e offline, con la maggior parte delle iniziative in presenza organizzate fuori dai centri urbani e il coinvolgimento di pochi soci o gruppi da cinque persone, nel rispetto del distanziamento sociale. Chiamati a raccolta circoli, volontari e cittadini cui viene proposto di celebrare la ricorrenza anche con un atto simbolico: un selfie nei pressi di una zona umida con uno dei cartelli creati per l’occasione da Legambiente, da pubblicare il 2 febbraio sui social, rilanciando contestualmente un messaggio legato al proprio territorio. Un modo per moltiplicare le voci a sostegno di questi ambienti che necessitano di maggiore cura e attenzione. Per aderire all’iniziativa basterà includere nel post gli hashtag #ZoneUmide #ChangeClimateChange e #RestoreWetlands, taggando Legambiente su Instagram, Facebook o Twitter. I cartelli da utilizzare per aderire all’azione social organizzata da Legambiente nella Giornata mondiale delle Zone Umide 2021.

I principali appuntamenti in presenza e online – In Basilicata, oggi Legambiente Policoro (MT) organizza un laboratorio online sulle dune dell’arco ionico e le zone umide nella Riserva regionale Bosco Pantano. In Calabria, domenica 7 febbraio, un gruppo di soci di Legambiente Sila effettuerà una visita in sicurezza al Lago di Ariamacina (CS). Alla scoperta virtuale del Lago d’Averno e del Lago di Lucrino, a Bacoli (NA) in Campania, con il Virtual Tour flegreo organizzato oggi e sabato 6 febbraio da Legambiente Città Flegrea, in collaborazione con le scuole; sabato 6 sarà anche la volta della messa in posa di alberi e piante al Lago Fusaro, a cura di Legambiente Campi Flegrei. Tra le varie iniziative in Emilia Romagna, domenica 7 febbraio il Raggruppamento GEV Legambiente Ravenna organizza un servizio di vigilanza ambientale dell’oasi naturalistica di Punta Alberete. In Friuli Venezia Giulia, domani 3 febbraio, escursione virtuale ai laghetti delle Noghere, in località Muggia, sulla pagina Facebook di Legambiente Trieste. Nel Lazio, in programma oggi una visita all’area naturalistica di Vallone Cupo nel Bosco di Foglino, a cura del circolo Le Rondini Anzio-Nettuno (RM), e un’escursione ai laghi del Parco del Circeo, organizzata dal Circolo Larus di Sabaudia (LT). In Lombardia, tra le varie iniziative, previste oggi un’escursione alla scoperta del Ticino, a cura di Legambiente Pavia Il Barcè, e una visita alle zone umide nel Plis dei Mulini e del Roccolo, dove i volontari di Legambiente Parabiago (MI) effettueranno una pulizia ambientale.

Nelle Marche, visite guidate oggi alla Riserva naturale regionale della Sentina, a cura del circolo di Legambiente San Benedetto del Tronto (AP), per l’osservazione degli anatidi che stazionano nei laghi. In Molise, convegno-dibattito dal titolo “L’area delle Sorgenti San Martino, perché è importante tutelarla?” con cui Legambiente Isernia punta a sensibilizzare la cittadinanza alla conoscenza di patrimonio minacciato da un progetto dannoso. In Piemonte, Legambiente Verbano sarà oggi presente in un’area interessata da un progetto di riqualificazione e tutela di sette torrenti immissari nel medio-basso Verbano Piemontese. In Puglia, alla scoperta della più grande area umida d’Italia e del Mediterraneo, venerdì 5 febbraio, con il Virtual Tour della Salina di Margherita di Savoia (BT), a cura del circolo locale di Legambiente; e ancora il 6 febbraio, Legambiente Bari organizza un’escursione alla scoperta della zona umida in città, mentre il 7 febbraio Legambiente Gallipoli (LE) sarà impegnata in una passeggiata naturalistica nell’area umida di Li Foggi, tra avvistamenti d’avifauna e attività di citizen science; sempre domenica 7, Legambiente Leverano organizza una passeggiata alla scoperta delle zone umide di Leverano fra Vore e canali (LE), durante cui sarà effettuata anche una pulizia. Sabato 6 febbraio, in Sardegna, i circoli di Legambiente Cagliari e Legambiente Assemini organizzano un convegno online sul tema “L’influenza del cambiamento climatico sulle zone umide”.

In Sicilia, venerdì 5 febbraio sarà la volta de “L’Isola Umida”, presentazione online dello stato dell’arte delle zone umide siciliane, con un confronto su alcune esperienze di tutela e conservazione, organizzata da Legambiente regionale. In Toscana, tra le varie iniziative, domenica 7 febbraio Legambiente Montepulciano Terra e Pace organizza “Uniamo le Riserve”, escursione per iniziare la segnaletica di un sentiero che unisce i laghi di Montepulciano, Lucciolabella e Pietraporciana; il 6 febbraio Legambiente Valdera, Capannori e WWF propongono PuliAmo il Palude, escursione nell’area Ramsar Ex lago e Padule di Bientina; e ancora, oggi il Parco nazionale Arcipelago Toscano lancia il contest fotografico della Zona Umida di Mola, dedicato agli animali delle zone umide elbane. Sempre oggi, in Umbria, Legambiente Perugia organizza un censimento delle zone umide urbane da associare a un contest fotografico. In Veneto, tra le varie iniziative, in programma oggi una videoconferenza sull’importanza delle zone umide a cura del CEA della Saccisica di Piove di Sacco (PD), in collaborazione con Legambiente Medio Brenta e LIPU; Legambiente Maserada propone invece reportage fotografici e video e un flash mob presso le risorgive del Grande Fiume Piave (TV); sabato 6 febbraio, infine, giornata di pulizia dell’area umida Alzaia Pescantina/Settimo (VR) lungo il fiume Adige, a cura di Legambiente Valpolicella.

 

 

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