Alleva la speranza+

Più rinascita per le aree dell’Italia centrale colpite dai terremoti e dal Covid-19 con la campagna di crowdfunding promossa da Enel e Legambiente sulla piattaforma Plan Bee.

Contribuisci a 4 progetti concreti per il futuro di questi territori.

Alleva la speranza+ più rinascita, più sostegno alle imprese, più turismo, più ospitalità, più uniti che mai.

Prima le fortissime scosse di terremoto, tra il 24 agosto e il 30 ottobre del 2016, che hanno fermato il cuore dell’Italia Centrale, da Amatrice a Norcia, da Visso alla provincia di Teramo, con 303 vittime, migliaia di case ed edifici storici distrutti, interi paesi cancellati. Nell’inverno del 2017 ulteriori scosse e calamità naturali, soprattutto in Abruzzo.

Poi, ad aggravare una situazione già precaria, l’emergenza COVID-19 che ha colpito il nostro paese rendendo ancora più fragili proprio quei territori già fiaccati dal sisma.

Per molte delle imprese che risiedono nelle zone più interne dell’Appennino, continua una lunga, difficilissima stagione. C’è chi ha perso la casa e chi, dopo una vita di sacrifici, la propria azienda. Spesso entrambe. Come è capitato a tanti allevatori e allevatrici, ma anche a molti gestori di strutture impegnate nell’ospitalità extralberghiera (dagli agriturismi ai bed&breakfast), che nonostante la crisi continuano a gestire con tenacia e passione le loro attività. Garantendo così, in territori di straordinaria bellezza, produzioni sostenibili e di qualità, grazie alle quali tengono letteralmente in vita intere comunità, altrimenti destinate a scomparire a causa dello spopolamento.

Queste persone rappresentano la speranza concreta di una rinascita fondata sulle comunità nelle aree devastate dal sisma e hanno bisogno del sostegno di tutto noi. Proteggiamo il loro futuro con  Alleva la speranza+ 

I beneficiari di Alleva la Speranza +

4 storie di rinascita possibile 

Amalia Arpini (58 anni), con il marito Sebastiano e l’aiuto della figlia Katia, porta avanti l’azienda agricola e agriturismo “Le Sodere” nelle valli dei Monti Sibillini a Belforte del Chienti (Mc). Un’azienda biologica dove si coltivano farro, lenticchia, ortaggi e si produce l’olio per la vendita al pubblico e, per l’agriturismo, foraggio, orzo, grano e favino che servono ad alimentare il bestiame: ovini di razza Bergamasca, da carne, allevati allo stato semi-brado. Con il terremoto del 2016 l’impresa familiare ha avuto diversi danni alla stalla e alla rimessa degli attrezzi; con le restrizioni imposte dal Covid ha dovuto chiudere il ristorante dell’agriturismo. Grazie al sostegno di Alleva la speranza+ Amalia e la sua famiglia vorrebbero realizzare una nuova recinzione per le pecore, per farle vivere al riparo dai predatori.

Enrico Foglietti (53 anni) nel 1990 ha fondato l’azienda agricola “Sibilla” a San Pellegrino di Norcia, che produce frutta che poi trasforma in confetture, composte, marmellate, salse per formaggi, sughi e succhi di frutta con metodo biologico certificato. Con la scossa di terremoto del 24 agosto 2016, oltre ai danni strutturali provocati alla abitazione in cui viveva con la sua famiglia, si è spostata la vena d’acqua con cui veniva annaffiato il frutteto, che si è seccato. Enrico Foglietti si è quindi trasferito a Norcia e ha piantato un nuovo frutteto, vicino alle bellissime sorgenti di San Martino che usa per l’irrigazione, ma che rappresentano anche un patrimonio naturale da far conoscere e apprezzare. Purtroppo la situazione già difficile è peggiorata con il Covid, perché i clienti principali dell’azienda erano le strutture alberghiere, ora per la maggior parte chiuse. Con i fondi di Alleva la speranza+ Enrico vorrebbe realizzare un’area ristoro vicino al nuovo frutteto, e rendere visitabile l’area delle sorgenti di San Martino.

Marta Giampiccolo (35 anni) gestisce insieme alla famiglia l’azienda agricola “Zafferano e dintorni” a Sant’Anatolia di Narco (Pg), la cui attività principale è la produzione di mele di varietà comuni e autoctone. Ha inoltre una sessantina di olivi, coltiva un orto e lo zafferano. Nel 2003 è entrata nell’associazione nazionale zafferano di Cascia; nel 2011 ha aperto un agriturismo e un agricampeggio, avviando anche il noleggio di mountain bike e attività didattiche legate alla natura. Con i fondi di Alleva la speranza+ Marta vorrebbe acquistare una cella frigorifera per la conservazione della frutta e rendere più accessibile e accogliente l’area intorno all’aula polifunzionale di cui sono stati avviati i lavori nel 2019, poi interrotti a causa della pandemia.

Jean Luc Furore (50 anni) è educatore ambientale della cooperativa Greenwilli, fondata a luglio 2020 da un gruppo di amici. Per fare qualcosa di socialmente utile, Jean Luc e i suoi amici hanno avviato un ristorante nella ex Casina di caccia della famiglia Davalos nel Bosco di Don Venanzio, riattivato la gestione di un’area pic-nic attrezzata e reso percorribili i sentieri che collegano il bosco alla costa dei Trabocchi. L’idea era di potenziare economicamente le strutture, reinvestendo nella loro gestione e mettendo in rete servizi turistici integrati, in un’ottica di vacanza attiva e accessibile, mobilità e turismo sostenibile. Ma l’attività ha risentito fortemente del lungo blocco delle aperture dell’area picnic, del bar e del ristorante. Il sostegno proveniente da Alleva la speranza+ servirà ad avviare un efficientamento energetico nello spazio attrezzato del Parco e della Casina di Don Venanzio, adeguare il museo della fauna selvatica alle normative anti Covid, realizzare uno spazio barbecue fruibile dai diversamente abili, e infine a realizzare un’aula didattica all’aperto per rendere possibile “La scuola nel Bosco” e ricariche elettriche per mezzi di micro mobilità elettrica.

Alle donazioni che arriveranno attraverso PlanBee, si sommeranno quelle di Enel e di Legambiente, affinché questi progetti di rinascita possano diventare realtà.

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