Nevediversa

Temperatura in crescita, sci a rischio di estinzione. Legambiente presenta Nevediversa 2021: il turismo invernale nell’epoca della transizione ecologica tra conflitti, discordanze e preoccupazioni, ma anche buone pratiche e nuove speranze.

Nella gran parte delle nostre montagne è atteso, rispetto a ora, un aumento di temperatura tra i 2 e i 3°C per il 2050, ed entro fine secolo un ulteriore riscaldamento che va dai 3 ai 7°C in funzione degli scenari di emissione. Nelle Alpi le temperature stanno crescendo a una velocità doppia rispetto alla media globale, e la neve al suolo negli ultimi dieci anni ha subito un costante decremento lasciando sempre più spazio ad aride sterpaglie.

Non va dimenticato poi, che alla sempre più pressante crisi climatica si sommano gli effetti della stagnazione di un mercato maturo, con presenze in lieve, ma costante riduzione, sintomatiche di una crisi destinata a diventare irreversibile.

In Italia esistono 6.700 km di piste e 1.500 impianti, 100 milioni di euro spesi all’anno per l’innevamento artificiale delle piste. Ma nonostante le evidenti criticità, cresce la quantità di progetti per realizzare ancora nuove infrastrutture.

La richiesta di strategie urgenti  di adattamento ai cambiamenti climatici per le zone che vivono di turismo invernale è il ragionamento che fa da filo conduttore al dossier Nevediversa 2021 di Legambiente, quarto della serie e che racconta conflitti, discordanze e preoccupazioni, ma anche buone pratiche e nuove speranze del turismo invernale in Italia

A questo impattante modello di sviluppo, in alcuni casi riproposto con caparbietà, si contrappone o si intreccia con sempre maggior peso il mondo del turismo dolce invernale.

Con il Recovery Fund e il Superbonus 110%, anche in montagna circoleranno molte risorse e si apriranno rilevanti possibilità economiche per il mondo dell’imprenditoria, in un settore che ha particolarmente risentito della pandemia. Sebbene attualmente le condizioni del turismo invernale siano drammatiche, la situazione che si è venuta a creare potrebbe costituire un’opportunità per un ripensamento complessivo dell’offerta, con strategie innovative che inneschino percorsi di rinaturalizzazione di ambienti fortemente artificializzati e recuperino un rapporto più equilibrato con l’ambiente. Ripensamento tanto più necessario, perché la temperatura continua a crescere nonostante l’impressione del freddo data dalle nevicate eccezionali di questo inverno.

 

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La campagna Nevediversa

L’intero territorio italiano è al centro di un’area considerata dagli scienziati un “hot spot” del cambiamento climatico, e va ancora peggio per le nostre montagne.

Nelle Alpi le temperature stanno crescendo a una velocità doppia rispetto alla media globale. La neve al suolo negli ultimi dieci anni ha subito un costante decremento lasciando sempre più spazio ad aride sterpaglie.  Il panorama impiantistico delle montagne cambierà aspetto nell’arco di pochi anni. 

La richiesta di strategie urgenti  di adattamento ai cambiamenti climatici per queste zone che vivono di turismo invernale è il messaggio della campagna Nevediversa

Ogni anno organizziamo appuntamenti sulla neve a impatto zero lontano dagli impianti di risalita e dalle piste innevate artificialmente. Niente motoslitte ma ciaspole e sci di fondo, passeggiate distensive e rigeneranti tra paesaggi unici, degustazioni di prodotti tipici al caldo dei rifugi e gite fra borghi incantevoli.  

Il dossier dello scorso anno

Nevediversa 2020

 

 

 

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