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#Together4forests

Grande successo della consultazione pubblica sulla deforestazione: 1.193.652 firme raccolte affinchè l’Uniome Europea garantisca ai consumatori il diritto di non consumare prodotti legati alla deforestazione o alla distruzione di altri habitat causati da agricoltura e allevamento intensivi. 

Le foreste sono essenziali per la nostra sopravvivenza. Non solo forniscono ossigeno all’aria che respiriamo e purificano l’acqua che beviamo, ma ospitano anche milioni di piante, animali e popolazioni indigene. Inoltre, foreste sane ci proteggono dalle malattie e assorbono le emissioni di carbonio dall’atmosfera.

Close up of a jaguar (Panthera onca) resting alongside the Caxiri river. Northern Pantanal, Brazil.

L’agricoltura intensiva causa il degrado delle foreste e di altri habitat naturali. Attualmente l’Unione europea non limita la libera circolazione di prodotti legati alla deforestazione e alla distruzione degli ecosistemi. Ciò significa che stiamo involontariamente distruggendo le nostre foreste con i nostri acquisti e consumi.

Oggi sul consumatore europeo grava la responsabilità degli acquisti che hanno contribuito alla deforestazione. È ora che l’Unione Europea agisca, spostando questa responsabilità sulle aziende produttrici, affinché compiano investigazioni sulle materie prime acquistate che, se sospette di essere legate alla distruzione della natura e dell’inosservanza dei diritti umani, devono essere scartate.

Questo appello, lanciato dalla vasta coalizione ambientalista #Together4forests,  non può essere ignorato ora che sono state raccolte 1.193.652 milioni di firme.

Aerial shot showing deforestation in Amazon rainforest in Acre, Brazil.

Obiettivi della coalizione

La campagna #Together4Forests vede la partecipazione di 160 organizzazioni con un coordinamento affidato a WWF, Greenpeace, ClientEarth, Conservation International e Environmental Investigation Agency. Tutte insieme hanno spronato per mesi i cittadini europei a presentare precise proposte alla consultazione pubblica comunitaria. A questa coalizione partecipano anche le organizzazioni italiane Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, ISDE-Medici per l’Ambiente, WWF Italia, Greenpeace e Istituto Oikos, ben consapevoli del peso che anche l’Italia ha rispetto ai consumi e nelle lavorazioni dei prodotti a rischio deforestazione nei settori alimentare, delle pelli, del legno.

L’obiettivo della coalizione è quello di ottenere in breve tempo un Regolamento europeo robusto ed efficace, capace di garantire ai consumatori l’estraneità dei prodotti acquistati alla deforestazione, alla trasformazione degli ecosistemi naturali (savane naturali e praterie) e alle violazioni dei diritti umani fuori della UE. Tale legge dovrebbe essere applicata anche al settore finanziario che investe in queste produzioni. Infatti la domanda dell’Europa di prodotti di consumo come la carne bovina, la soia per l’alimentazione animale, il pellame, il caffè, il cacao, la gomma e l’olio di palma, sta spingendo le foreste e la natura del mondo al limite. Un potente esempio è costituito dalle importazioni di soia dell’UE che, insieme alla Cina, è responsabile di più della metà di tutta la soia esportata dal Brasile. Le importazioni di soia dell’UE, tuttavia, provengono più spesso dalle “frontiere della deforestazione”, come la foresta pluviale amazzonica e la prateria del Cerrado, e un recente studio ha stimato che un quinto delle importazioni di soia dell’UE dal Brasile potrebbe provenire da terreni disboscati illegalmente.

Approfondimenti

Il mondo scientifico rivela che stiamo perdendo habitat naturali a un ritmo allarmante. Negli ultimi dieci anni, l’Amazzonia ha perso una copertura arborea pari a oltre 8,4 milioni di campi da calcio.  Mentre l’equivalente di 10 milioni di campi da calcio di habitat naturale sono andati persi nel Cerrado, la savana più ricca di biodiversità del mondo. La causa principale di questo disastro  è un’agricoltura intensiva e insostenibile impiegata per produrre materie prime, come la soia utilizzata nei mangimi per animali, l’olio di palma, gli allevamenti intensivi. Ingredienti più o meno nascosti di buona parte dei cibi che troviamo sugli scaffali dei nostri supermercati e sono molto difficili da evitare. L’olio di palma ad esempio è un ingrediente di molti dei nostri alimenti trasformati e prodotti cosmetici, mentre la soia viene somministrata agli animali allevati per la nostra carne e latticini locali. Stiamo letteralmente mangiando le foreste mondiali senza nemmeno saperlo.

L’UE è uno dei principali importatori di olio di palma e soia, ma anche di altre materie prime che guidano la deforestazione come la carne bovina proveniente dagli allevamenti in Amazzonia, il caffè e il cacao. Non vogliamo eliminare questi prodotti, ma vogliamo assicurarci che siano prodotti in modo sostenibile. Per farlo abbiamo bisogno di una forte legislazione dell’UE.

Se non fermiamo la deforestazione, il degrado delle foreste e quello di altri ecosistemi, potremmo perdere la nostra lotta contro il cambiamento climatico e contro la perdita di biodiversità.

Con la campagna #Together4Forests vogliamo cambiare tutto questo!

#Together4Forests è promossa da WWF International, Greenpeace, ClientEarth, Conservation International, Environmental Investigation Agency  (EIA) and Wildlife Conservation Society, insieme ad oltre 100 organizzazioni europee della società civile tra cui Legambiente.