Il giardino dei ghiacciai. Sito 01

Nell’anno del centenario del Parco del Gran Paradiso FRoSTA inaugura ufficialmente in Giardino dei Ghiacciai realizzato con Legambiente.

Approfondimento scientifico

Masso Egesen: l’“emissario” delle informazioni sull’espansione Tardiglaciale.

A cura di Marco Giardino e Barbata Grappein

La Valnontey (Cogne, Ao) custodisce, sotto forma di tracce, la memoria di diverse espansioni glaciali.

Come per il resto del territorio valdostano, la storia del modellamento delle valli del Gran Paradiso, tra le quali la Valnontey, è innanzitutto strettamente legata alle tappe dell’evoluzione del sistema glaciale Balteo. Esso, durante le fasi glaciali del Pleistocene medio (a partire da 774 ka, ovvero da 774 mila anni dal presente), ha ricoperto gran parte dei rilievi montuosi assumendo una serie di configurazioni in cui le lingue glaciali scendevano dalle zone di alimentazione, modellavano le valli tributarie, confluivano nella valle principale, per poi sfociare nella pianura formando l’Anfiteatro Morenico d’Ivrea (Gianotti e Forno, 2018).

In Valle d’Aosta il riconoscimento e la datazione di tipiche forme di margine glaciale distribuite sui fianchi vallivi, come morene e terrazzi di kame, e di apparati morenici sul fondovalle ha inoltre permesso sia di posizionare l’Ultimo Massimo Glaciale all’incirca tra 29.0 e 19.0 ka che di riconoscere una serie di configurazioni successive assunte dal ghiacciaio durante il suo ritiro Tardiglaciale verificatosi tra 19.0 e 11.7 ka (Ivy-Ochs et al., 2008).

Proprio nel Tardiglaciale, l’area della Valnontey è stata occupata da una lingua glaciale che ha formato le morene circostanti l’abitato di Valnontey (1682 m s.l.m.). Uno studio tramite il metodo degli isotopi cosmogenici (Baroni et al., 2021) ha portato alla datazione di due blocchi rocciosi posti su queste morene, rispettivamente a 12,4 +/- 0,8 ka e 9,7 +/-0,7 ka.

La prima datazione, ritenuta più vicina alla realtà, è stata effettuata sul blocco roccioso qui indicato come “Segnale glaciale n. 1” che può dunque essere considerato l’”emissario” delle informazioni sulle morene della pulsazione Egesen all’interno delle fasi Tardiglaciali.

Gli Artisti Spagna e Caretto di fronte al loro intervento sul Masso Egesen (foto Marco Giardino)

Il tratto vallivo immediatamente a monte della morena in cui è conservato il Segnale n. 1 rappresenta quindi l’area liberata dal ghiacciaio della Valnontey durante la pulsazione Egesen. A questa pulsazione glaciale se ne sono susseguite altre di entità minore che hanno determinato la formazione di ulteriori argini morenici frontali e successivamente di laghi proglaciali contenuti nelle stesse morene. Un esempio è quello di Prasupiaz (1695 m s.l.m. circa), un pianoro sviluppatosi come torbiera da interrimento proprio di un lago proglaciale. La torbiera, zona umida che drena i versanti e raccoglie anche le acque del fondovalle, è oggi di grande interesse naturalistico come testimoniato dalla sua notevole biodiversità.

Intervento artistico Segnali dal corpo glaciale

A cura di Andrea Caretto e Raffaella Spagna

Parola incisa: EMISSARIO

Emissàrio s. m. [dal lat. emissarius, der. di emittĕre «mandar fuori, emettere»],

– Chi, per conto di un governo o di un’autorevole personalità, è mandato ad apprendere notizie, sondare intenzioni, avviare trattative;

–  (anat.) Canale o vaso che fa defluire liquidi e umori da un organo;

– (geogr.) Corso d’acqua naturale o artificiale che raccoglie e scarica le acque di un lago.

Domande al Corpo Glaciale 

Domanda n. 1 (di Andrea Caretto e Raffaella Spagna, artisti):

“Ghiacciaio, quale specifico messaggio hai affidato al grande masso erratico, affinché lo trasmettesse a noi?”

 

Immagini di Caretto/Spagna

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Si ringrazia FRoSTA per il contributo alla realizzazione de “Il Giardino dei Ghiacciai”
www.frosta.it