Approvata dal Parlamento Ue la Riforma Pac. Il commento di Legambiente

Legambiente: “Il voto in parlamento europeo grazie ad un accordo scellerato tra i gruppi PPE, S&D e Renew, le parti politiche maggioritarie, dissolve la speranza che la politica agricola possa essere parte integrante e sostanziale del green deal. Ci auguriamo che nei prossimi passaggi dell’iter di approvazione si riesca a segnare una forte discontinuità grazie ai richiami della società civile europea”

Serviva una profonda e radicale riforma della Pac, e non un compromesso al ribasso come quello che è stato approvato in queste ore dal voto parlamentare frutto dell’accordo politico tra i gruppi PPE, S&D e Renew, con i rappresentanti del nostro Paese, con poche eccezioni, protagonisti in negativo. Lo scenario emerso dal voto allontana la prospettiva che il sistema agricolo possa essere tra gli artefici del Green Deal europeo. Legambiente continuerà, anche all’interno della Coalizione ‘Cambiamo Agricoltura’ delle associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica, ad operare affinché la UE non perda di vista la bussola del Green Deal, arginando le pressioni delle lobby dell’agricoltura intensiva, nel negoziato del Trilogo che dovrà portare al perfezionamento della Riforma.

“Siamo profondamente delusi dal voto odierno al parlamento europeo che segna un grave arresto nella transizione ecologica. Il voto che approva l’accordo al ribasso tra le forze politiche – dichiara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani – dissolve la speranza che la PAC possa essere parte sostanziale del green deal europeo. Al di là delle tinte verdi tanto sbandierate in questi giorni da più parti, le misure agroambientali non verranno adeguatamente sostenute e si continuerà a finanziare un modello agricolo che porta alla perdita di biodiversità, contribuendo alla crisi climatica. Ci aspettavamo invece una Pac ambiziosa che puntasse alla riduzione delle emissioni e degli impatti, intraprendendo un cambiamento radicale del sistema agricolo e alimentare. Quasi 60 miliardi di euro dei contribuenti dell’UE vengono spesi ogni anno per i sussidi della PAC, per lo più allo scopo di finanziare un modello di agricoltura intensiva e di allevamento industriale. Abolire questi sussidi dannosi e convertirli in incentivi per favorire la riduzione degli impatti su acqua e aria, e la conservazione della fertilità del suolo e degli ecosistemi: sono queste le azioni necessarie alla transizione verso un necessario modello agroecologico. Evidenziamo con forza – continua Ciafani – il grande ruolo della società civile, delle associazioni ambientaliste e del biologico italiane ed europee, mobilitatesi come non mai per incidere sul risultato del voto, testimoniando in questo modo il desiderio di un’agricoltura più sostenibile e pulita.”

“Ci auguriamo che nell’iter conclusivo di approvazione della Pac – conclude Ciafani – si trovi spazio per recuperare almeno una parte degli sforzi fatti dalla Commissione Von Der Leyen per garantire la transizione ecologica. Chiediamo che vengano incorporate nella PAC e nella sua attuazione italiana, in maniera vincolante le strategie dell’Unione europea Farm to fork e Biodiversità che prevedono entro il 2030 una riduzione del 50% dell’uso dei fitofarmaci e del 20% dei fertilizzanti, oltre ad un taglio del 50% dei consumi di antibiotici per gli allevamenti, il 40% di superfici agricole italiane convertite a biologico e la trasformazione del 10% delle superfici agricole in aree ad alta biodiversità ed habitat naturali”.

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