Gli Stati Generali del Matese

Sabato 15 dicembre un’altra tappa importante verso l’istituzione del Parco Nazionale del Matese: l’appuntamento organizzato da Legambiente analizzerà il ruolo che svolgono le comunità locali per la valorizzazione del capitale naturale dei parchi.

Si terrà sabato 15 dicembre alle ore 17, presso la Sala Consiliare del Municipio di Guardia Sanframondi l’incontro organizzato da Legambiente, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, sull’istituzione del Parco Nazionale del Matese a conclusione della prima fase di incontri territoriali che il Ministero dell’Ambiente ha organizzato in Campania e Molise nelle scorse settimane. “Questo di Guardia Sanframondi è il primo incontro sul Parco che Legambiente organizza nel Sannio – ha dichiarato Grazia Fasano presidente di Legambiente Valle Telesina – che vuole analizzare il ruolo che svolgono le comunità locali per la valorizzazione del capitale naturale dei parchi, e per questa ragione abbiamo voluto proporre, attraverso la viva voce dei responsabili, le esperienze di conservazione e sviluppo che hanno saputo realizzare due aree protette dell’appennino centrale”.

Parteciperanno al convegno di Legambiente, infatti, Antonio Carrara Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Luciano Di Martino Direttore del Parco Nazionale della Majella, Simone Angelucci Sindaco di Caramanico Terme (PE) che rappresentano due tra le aree protette italiane più importanti per presenza di flora e fauna protetta, oltre che territori capaci  di generare opportunità per lo sviluppo sostenibile locale, e che porteranno il loro contributo alla discussione sul Matese insieme a Floriano Panza Sindaco di Guardia Sanframondi, convinto sostenitore della nascita del Parco Nazionale, a Vincenzo Girfatti presidente del Parco regionale del Matese e Gaetano Pascale già Presidente nazionale di Slow Food.

“L’iniziativa di sabato – aggiunge Mariateresa Imparato presidente di Legambiente Campania – si inserisce nel percorso che Legambiente ha iniziato nel 2014 quando abbiamo lanciato gli Stati generali del Matese con l’intento di informare i cittadini e le comunità locali sulle opportunità e la necessità di istituire il Parco Nazionale del Matese. Opportunità che, anche grazie alla nostra mobilitazione, si è concretizzata nell’approvazione di una norma di legge che ne prevede l’istituzione e l’avvio del percorso tecnico da parte del Ministero dell’Ambiente che a breve porterà alla nascita vera e propria dell’Ente Parco”.

Con la fase di delimitazione del perimetro, di definizione della zonizzazione e delle misure provvisorie di salvaguardia, le comunità locali hanno l’opportunità di fornire la loro idea sul Parco nazionale del Matese ed i comuni dovrebbero avviare tavoli di discussione pubblica per rendere partecipi i cittadini delle opportunità e nuove regole che l’avvento dell’area protetta comporterà, ed è per questo che Legambiente ha già organizzato iniziative e prodotto materiali utili alla discussione pubblica che mette a disposizione di tutti.

“Le comunità locali con il Parco hanno l’occasione di manifestare una nuova attenzione alla valorizzazione del territorio, delle aree di riconosciuto elevato valore naturalistico, e dei centri storici di pregio presenti nel Matese – conclude Antonio Nicoletti responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente – anche per aiutare questa discussione con il convegno di sabato prossimo intendiamo rendere chiare alle comunità locali, soprattutto dei nuovi comuni che entreranno a far parte dell’area protetta, le opportunità di stare in un parco nazionale, rispettando prioritariamente le finalità della tutela e conservazione delle specie animali e vegetali e degli habitat. L’incontro sarà anche l’occasione per avviare quell’utile dialogo da un lato con gli amministratori locali per accompagnarli nell’iter amministrativo di tutto il processo che porterà alla perimetrazione del parco, e dall’altro con i cittadini per suggerire le idee per una compatibilità tra attività umane (agricole) e biodiversità, sulla base delle buone pratiche già realizzate altrove”.

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