È l’insieme dei comportamenti, processi e interventi che ci permettono di ridurre i consumi di energia necessaria allo svolgimento delle nostre attività. Può essere ottenuto modificando le nostre abitudini in modo che ci siano meno sprechi. Gli esempi sono tanti, virtuosi quanto banali: mettere una coperta in più invece di alzare il termostato, usare il ventilatore anziché il condizionatore, preferire una doccia al bagno, spegnere le luci se non servono, andare a piedi tutte le volte che è possibile rinunciare all’automobile. In questo senso non c’è limite al risparmio, è una sfera che appartiene alla sensibilità e all’etica individuale. Per favorirlo servono campagne di informazione e sensibilizzazione perché i comportamenti quotidiani non possono essere imposti per legge, né ci si può affidare alla speranza che siano adottati spontaneamente su larga scala nel breve periodo.
In senso stretto, con risparmio energetico si intende il risparmio di fonti energetiche fossili. Le stesse fonti rinnovabili possono essere considerate un mezzo di risparmio energetico: il loro utilizzo riduce infatti il consumo di fonti energetiche altrimenti utilizzabili. Il risparmio energetico è insomma un fine, mentre l’utilizzo efficiente dell’energia è il mezzo che permette, nella pratica, di ridurre il consumo di risorse. In Italia i consumi finali di energia si suddividono in quote quasi uguali fra il settore industriale (27,7%), dei trasporti (31,4%) e quello civile (30,3%). Questo dimostra quanto le scelte di economia energetica non siano solamente responsabilità di grandi gruppi industriali ma anche dei semplici cittadini, che attraverso una razionalizzazione dei consumi possono contribuire in maniera sostanziale alla diminuzione del fabbisogno energetico nazionale, e di conseguenza alla riduzione dei gas serra.