La trasformazione del modello energetico, la riqualificazione dell’edilizia esistente, l’apertura di un grande cantiere per la sicurezza ambientale.Potrebbero essere queste le chiavi cui affidare la ripresa dell’economia, e quindi dell’occupazione, nel nostro Paese. È un fatto che su questa ‘ricetta’ siano d’accordo due soggetti in passato spesso lontani fra loro: Cgil e Legambiente.
Sul fronte energetico l’idea è mettere al lavoro molte persone nella fabbricazione delle tecnologie che permettono di sfruttare le rinnovabili e nella loro conseguente installazione e manutenzione. Occupazione potrebbe essere creata riqualificando energeticamente appartamenti da destinare al mercato degli affitti. Una proposta che dà insieme tre risposte: economica (rilancia l’edilizia senza consumare suolo), ambientale (riduce le emissioni) e sociale (risponde alla domanda abitativa). Per finanziare questi interventi basterebbe far funzionare al meglio due leggi già in vigore: il conto energia per le installazioni delle rinnovabili e le deduzioni del 55% dalla dichiarazione dei redditi per le ristrutturazioni.
Un altro settore che potrebbe rimettere in moto il paese è quello della sistemazione e della manutenzione diffusa del territorio, per prevenire frane e alluvioni o per bonificarlo dai veleni che gli sono stati immessi, spesso illegalmente. Le risorse per sviluppare queste azioni potrebbero essere trovate sviluppando dando una diversa priorità alle risorse già stanziate, rilanciando la lotta all’evasione fiscale, aprendo una lotta all’economia dello spreco e riqualificando la spesa pubblica. Solo quest’ultima voce, fra finanziamento di opere, servizi e forniture, muove annualmente dal 16 al 20% del nostro Prodotto interno lordo.