È l’attività di custodire, far crescere e riprodurre animali in cattività, totale o parziale, per ricavarne cibo, pelli e lavoro animale. L’origine di questa attività è da molti indicata come una logica evoluzione della caccia. A partire dal ‘900 sono state impiegate tecniche di allevamento di stalla e introdotti mangimi industriali che non hanno più reso indispensabile la presenza di spazi verdi per l’alimentazione animale. Iniziava a prender piede l’agricoltura intensiva, che mirando alla massima resa produttiva e al minimo costo, prevede l’uso di appositi macchinari e farmaci veterinari e a circoscrivere in uno spazio ben delimitato (celle) la vita di questi animali.
Questa pratica ha sollevato numerose critiche di ordine etico, salustistico e ambientalista, riguardanti la tutela sia del benessere degli animali, costretti a vivere in spazi ridottissimi per tutta la vita, sia dell’ambiente in riferimento all’inquinamento provato dai reflui animali e allo sfruttamento eccessivo di risorse naturali (acqua, energia e suolo).
Le proposte di Legambiente
I numeri dell'allevamento