La disponibilità di acqua è più che sufficiente a soddisfare i bisogni della popolazione mondiale. Nei fatti, i cambiamenti climatici e gli elevati livelli di inquinamento ambientale associati alla crescita demografica e dei consumi stanno provocando un assottigliamento delle risorse idriche disponibili. Si stima che nei prossimi 40 anni il mondo dovrà sopportare la crescita dei fenomeni di desertificazione, l’abbassamento delle falde, l’aumento di stress idrici nei principali bacini europei (dove vive il 41% della popolazione mondiale), la mancanza d’acqua per ben 3,2 miliardi di persone.
L’uso agricolo impatta notevolmente sulle riserve idriche, perché appena un terzo delle quantità prelevate rientra nel ciclo dell’acqua. Gli altri grandi utilizzatori sono il settore industriale e quello civile.
Attualmente i continenti con maggiori risorse idriche in rapporto alla popolazione sono il Sud America e l’Oceania, dove la disponibilità d’acqua dolce per persona è compresa tra 10.000 e 50.000 metri cubi l’anno. L’Italia è il paese più ricco dell’Europa meridionale ma nonostante l’elevata disponibilità naturale, e la buona qualità delle sue risorse idriche, l’Italia è uno dei più importanti consumatori mondiali di acqua in bottiglia, circa 200 litri l’anno a testa, un primato dagli alti costi ambientali ed economici.
Le proposte di Legambiente
I numeri delle risorse idriche