Diritto all'acqua


Essendo un bene vitale, l’acqua dovrebbe essere trattata diversamente rispetto agli altri prodotti del libero mercato. Secondo l’Onu “gli Stati nazionali dovrebbero dare priorità all’uso personale e domestico dell’acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questa quantità sufficiente di acqua sia di buona qualità e accessibile economicamente a tutti”.

A livello internazionale la gestione pubblica del servizio idrico ha spesso incontrato difficoltà, dovute alla mancanza di investimenti. Molti paesi hanno così affidato la gestione a grandi società private e finanziato gli investimenti con consistenti aumenti delle tariffe che hanno determinato una forte conflittualità, fino a sfociare in vere e proprie rivolte.

La trasformazione dell’acqua in merce è la strategia perseguita da organismi come l’Organizzazione mondiale del commercio, la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale. Queste organizzazioni legano la concessione di prestiti alla privatizzazione dei servizi, fra cui, appunto, la fornitura d’acqua. Senza considerare che la privatizzazione del servizio equivale alla privatizzazione del bene, come dimostrano situazioni paradossali: il Brasile, che da solo custodisce circa il 11% dell’intero patrimonio di acqua dolce del pianeta, ha 45 milioni di persone senza accesso all’acqua potabile.

In Italia, con la riforma dei servizi pubblici locali, si è deciso di rendere obbligatoria la privatizzazione del servizio idrico: si mercifica un bene comune il cui utilizzo deve rispondere ad assoluti criteri di utilità pubblica. Una scelta che va in direzione totalmente opposta al carattere extramercatorio del bene acqua, che pur restando oggetto di contratti commerciali non dovrebbe essere sottoposto alle stesse regole di mercato di altri beni di consumo. Inoltre, proseguendo su questa strada, entro i prossimi quindici anni il 65% di tutti i servizi idrici dell’Europa e dell’America del nord sarebbero in mano a sole tre multinazionali dell’acqua, due francesi e una tedesca.

Le proposte di Legambiente sul tema 'Diritto all'acqua'

I numeri del diritto all'acqua

20 Mar 2012
Italia è tra i paesi più ricchi di risorse idriche: 2.800 metri cubi per abitante l’anno, pari ad una disponibilità teorica di circa 52 miliardi di metri cubi, distribuiti in tutta la penisola con disponibilità reale massima nell’area del Nord-Est (1.975 metri cubi per abitante l’anno) e minima in Puglia (220 mc/abitante/anno). La quota media...
19 Mar 2012
 Passi avanti al Forum alternativo dell’acqua di Marsiglia, che si è chiuso sabato scorso con la partecipazione di circa 5.000 persone. Quattro giorni di dibattiti su questo bene comune vitale e sul rapporto complesso e sfaccettato che la gestione del ciclo idrico intreccia con i mutamenti climatici, l’agricoltura e la sovranità alimentare....
12 Gen 2012
“Il referendum non si tocca” dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza sulle ipotesi di liberalizzazione di diversi settori economici al vaglio del governo in questi giorni. “I cittadini italiani hanno detto chiaramente che l’acqua è un bene comune e che sulla sua gestione non si possono fare profitti - continua Cogliati Dezza...
25 Nov 2011
In piazza per l’acqua, i beni comuni e la democrazia. Legambiente scende in piazza domani a Roma per chiedere il rispetto dell’esito referendario di giugno sulla gestione del servizio idrico.La maggioranza del popolo italiano ha votato, infatti, per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e...
24 Mag 2011
“La decisione del governo di porre la questione di fiducia sul decreto omnibus, che contiene diverse norme tra cui quelle per aggirare il referendum sul nucleare, si configura come un vero e proprio furto di democrazia”. Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza sulla decisionedel governo di porre la fiducia alla Camera sul dl...
03 Dic 2010
“Domani saremo in piazza per la gestione equa e sostenibile di un bene comune” “Riteniamo dannosa una norma che obbliga alla privatizzazione del servizio idrico. L’acqua è un bene comune e la sua gestione deve rispondere a criteri di utilità pubblica ed essere rigorosa e trasparente”. Così...