Legambiente lancia Apnea Against Pollution

A Milano con l’evocativa e suggestiva installazione e performance dell’ex primatista mondiale di apnea, medico e coach sportivo Mike Maric, Legambiente torna sul tema della qualità dell’aria per chiedere al Governo risposte urgenti nella lotta allo smog e per invitare i cittadini a firmare la petizione “Ci siamo rotti i polmoni. No allo smog!” 

Legambiente, la principale associazione ambientalista in Italia che dal 1980 contribuisce a migliorare il Paese in difesa dell’ambiente, contro l’inquinamento e le ecomafie, lancia Apnea Against Pollution per tornare a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’inquinamento atmosferico in Italia. E lo fa partendo da Milano con una suggestiva performance, ideata in collaborazione con le agenzie del Gruppo Publicis Leo Burnett e MSL e realizzata ieri sera in piazza XXV Aprile, insieme all’ex primatista mondiale di apnea, oggi medico e coach sportivo, Mike Maric che si è immerso all’interno di un cubo trasparente contenente il peggior livello di smog registrato lo scorso febbraio a Milano (118 µg/mc3 di PM2.5), ventiquattro volte oltre il limite raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS)[1]. L’obiettivo è lanciare un messaggio preciso e chiaro: “Per combattere l’inquinamento non bisogna smettere di respirare ma trovare soluzioni per tornare a respirare”.

Il progetto Apnea Against Pollution nasce dai dati raccolti da Legambiente nel report Mal’Aria di Città 2024[2], e dalla campagna Città2030[3], che testimoniano come i livelli di inquinamento atmosferico nei principali centri urbani italiani siano ancora lontani dai limiti normativi previsti per il 2030 dai negoziati europei e superiori ai valori suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS)[4]. Secondo l’ultimo report di Legambiente, infatti, nel 2023 18 città sulle 98 analizzate hanno superato i limiti giornalieri di PM10 nel 2023: Frosinone ha registrato 70 giorni di sforamento, seguita da Torino (66), Treviso (63), Mantova, Padova e Venezia con 62. Preoccupa anche il confronto con i nuovi target normativi europei fissati per il 2030, secondo cui il 69% delle città risulta fuorilegge per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 50% per l’NO2, e la Pianura Padana rappresenta una delle aree più vulnerabili del Paese.

A questa situazione si aggiungono i dati drammatici sulle morti da smog e sviluppo di malattie invalidanti dovute all’eccessivo inquinamento dell’aria. Secondo l’Agenzia Europea per l’ambiente, infatti, ogni anno in Europa muoiono prematuramente centinaia di migliaia di persone perché esposte a concentrazioni di inquinanti superiori ai livelli raccomandati dall’OMS, e l’Italia registra un triste primato con più di 47.000 decessi annui da PM 2.5 (su un totale di 253.000 morti nei 27 Paesi membri)[5].

Dati preoccupanti che hanno portato Legambiente a interrogarsi nuovamente su come rendere note le gravi ripercussioni che l’aria inquinata ha sulla salute dei cittadini e proporre azioni che possano tempestivamente migliorarla. Da qui è nato il concept creativo dell’installazione con il cubo simbolo della lotta all’inquinamento, per richiamare l’attenzione sul tema, chiedere interventi rapidi e strutturali non più rimandabili insieme all’istituzione di un tavolo tecnico-normativo che coinvolga Governo le Regioni e amministrazioni locali sul tema della qualità dell’aria, e per invitare al tempo stesso i cittadini a firmare la petizione “Ci siamo rotti i polmoni. No alo smog!” promossa dall’associazione ambientalista.

“Oggi – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambienteuna delle principali sfide è rappresentata dalla lotta all’inquinamento atmosferico, un’emergenza cronica che il nostro Paese deve affrontare con interventi concreti non più rimandabili. Ce lo ricordano l’Europa che ha già ammonito più volte l’Italia, ce lo ricordano i dati del nostro report annuale Mal’Aria di Città ma anche gli obiettivi al 2030 dell’Agenza ONU che parlano dell’importanza di avere città più sostenibili e vivibili. Con l’installazione realizzata a Milano “Apnea Against Pollution” vogliamo proprio richiamare l’attenzione sulla grande questione dello smog, che trova nell’area padana una delle aree più vulnerabili della Penisola e d’Europa. E proprio da Milano lanciamo un nuovo appello al Governo per chiedere un piano di interventi nazionali e territoriali più incisivi che abbiano al centro la mobilità sostenibile a partire dal trasporto pubblico locale e su ferro, riscaldamento e miglioramento dell’efficienza degli edifici, ma anche l’agricoltura e la zootecnica, tra le fonti responsabili della cattiva qualità dell’aria, e che dovranno essere più sostenibili”.  

“Negli ultimi anni, per fortuna, tematiche come salute e longevità stanno sempre più prendendo piede. Se da una parte siamo diventati molto attenti alla cultura alimentare, dall’altra però non siamo ancora così attenti alla “cultura” dell’aria che respiriamo, tendiamo piuttosto a trascurare l’impatto che la sua qualità può avere sulla nostra salute – commenta Mike Maric - È per questo che sposo appieno il progetto di Legambiente, visto che è ormai da diversi anni che porto l’attenzione sull’importanza della respirazione e sulla qualità del nostro respiro. Soprattutto alla luce del fatto che vivo a Lodi, in un paese dove c’è un alto inquinamento atmosferico e sappiamo quanto questo inquinamento incida fino al 40% sullo sviluppo di patologie neurodegenerative; siccome ho un padre che ha una patologia neurodegenerativa, ho deciso di intervenire in prima persona e di mettere la faccia su un argomento fondamentale come quello della qualità dell’aria”.

La performance dell’apneista che, come atto di protesta trattiene il respiro, è un pungolo per la popolazione a sottoscrivere la petizione “Ci siamo rotti i polmoni. No allo smog!” Questa raccolta firme chiede alle istituzioni di attuare una serie di interventi che migliorino efficacemente la qualità dell’aria. In particolare, Legambiente chiede di ripensare subito la mobilità urbana, implementando zone a basse e zero emissioni, ridisegnando lo spazio pubblico urbano con maggiori aree verdi[6], a, 30 km/h e strade scolastiche, investendo massicciamente nel trasporto pubblico locale, nell’ampliamento di reti ciclo-pedonali e nell’elettrificazione di tutti i veicoli pubblici. Inoltre, propone di agire sinergicamente anche sulle altre fonti di inquinamento, come il riscaldamento domestico e l’agricoltura, per restituire ai cittadini aree urbane più vivibili e sostenibili contrastando al tempo stesso la crisi climatica, tutelando la salute dei cittadini ed evitando una possibile multa europea.

La petizione, già attiva al seguente link, grazie al sostegno di cittadini e cittadine che hanno firmato sosterrà le proposte che Legambiente presenterà a Governo e Parlamento per chiedere città più pulite e più vivibili.

 

Mike Maric

Ex primatista mondiale di apnea, oggi medico e coach sportivo di tanti atleti medagliati olimpici, Maric ha reso il respiro un argomento popolare e fondamentale. Portandolo fuori dall’angolo in cui spesso lo si relega, è riuscito a renderlo elemento indispensabile sia per gli sportivi, che utilizzano le sue tecniche per combattere ansia e stress e per guadagnare i cosiddetti “marginal gain” che fanno la differenza in una competizione, sia per tutte le persone che, seguendo i suoi suggerimenti, ritrovano benessere, concentrazione e mindset.  Autore di pubblicazioni scientifiche e libri best seller, premio CONI nel 2018 per il libro “La scienza del respiro” e nel 2023 con il libro Respirazione e High Performance, nel 2020 è stato insignito dal CONI della Palma di Bronzo al merito tecnico. “Broken Breath” è lo straordinario documentario che racconta la sua vita e che, dopo aver riempito le sale dei cinema di 16 grandi città italiane per l’Ocean Film Festival Italia, dov’è stato la produzione più votata, è attualmente in tour con la rassegna cinematografica internazionale Ocean Film Festival Australia.

 

note

[1] Nel 2021 l’OMS ha aggiornato le linee guida sulla qualità dell’aria, raccomandando l’abbassamento della media annuale del particolato fine (PM2.5) a 5 µg/mc, quella del particolato inalabile (PM10) a 15 µg/mc, mentre per il biossido di azoto (NO2 ) a 10 µg/mc. Il dato è stato raccolto da Legambiente e consultabile al seguente link.

[2] È possibile consultare interamente il report al seguente link.

[3] Per maggiori informazioni si rimanda al seguente link.

[4] Fonte Harm to human health from air pollution in Europe: burden of disease – EEA 2023.

[5] Fonte Italy – air pollution country fact sheet – EEA 2023.

[6] I dati emersi dall’ultima edizione di Ecosistema Urbano dimostrano quanto le città italiane abbiano ancora tanta strada da percorrere in tema di verde urbano: sono 43 le città con una dotazione superiore o uguale a 20 alberi/100 abitanti; di queste solo 10 hanno una dotazione di almeno 40 alberi ogni 100 abitanti. Sono invece 18 le città che dispongono di meno di 10 alberi/100 abitanti. Dieci le città con 5 o meno di 5 alberi/100 abitanti.