Italia rifiuti free


Esistono in Italia già 300 comuni “Rifiuti free”, dove la popolazione riduce e ricicla più del 90% dei rifiuti, dimostrando chiaramente che è possibile trasformare una vergogna in una eccellenza nazionale

Sono trascorsi 16 anni dall’approvazione del decreto Ronchi e diverse cose sono cambiate. La rivoluzione verso la gestione sostenibile dei rifiuti ha preso il via, ha cambiato gli stili di vita di tanti cittadini (è il caso dello stop ai sacchetti di plastica non compostabile), ha raggiunto territori considerati persi (come nel centro sud dove sono diversi i Comuni ricicloni), ha permesso lo sviluppo di esperienze industriali del riciclo, uno dei pilastri della nostra green economy. Successi che ci dimostrano come sia possibile e vicina la svolta. Ma le buone pratiche purtroppo non sono ancora la regola, tante le cose che non vanno, tanti i problemi irrisolti. Abbiamo regioni in emergenza dove la raccolta differenziata non prende il via. Le imposte ignorano il principio europeo “chi inquina paga” (ovvero chi produce meno rifiuti deve pagare meno tasse) fondamentale per incentivare cittadini e aziende a comportamenti corretti. Le discariche costituiscono ancora la via principale per smaltire i rifiuti, modalità che alimenta affari illeciti e impedisce lo sviluppo di un ciclo virtuoso fondato su riciclaggio e prevenzione. La strada non è in discesa, ma le soluzioni per raggiungere una gestione sostenibile dei rifiuti che coinvolga tutto il Paese ci sono, ve le raccontiamo in queste pagine attraverso proposte e inchieste su cui lavoriamo da anni. Vogliamo darvi un informazione completa e coinvolgervi, perchè tutti possiamo partecipare alla svolta verso un’Italia rifiuti free. 

 

 

  

 

 

LINK 

Manifesto per un'Italia Rifiuti Free

Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti

Comuni Ricicloni

 

 

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