#stopoilairgun, salviamo i cetacei


Il metodo air-gun per la ricerca di petrolio e gas in mare ha effetti devastanti sull'ambiente circostante, in particolare sui cetacei. Aiutaci a fare pressione sul Governo perché venga vietato 

Oltre 122mila chilometri quadrati, corrispondenti all’estensione di tutta Inghilterra, che potranno essre sottoposte ad attività di prospezione e ricerca attraverso indagini sismiche. Il tutto grazie agli 11 recenti decreti per il nulla osta ambientale che riguardano tredici aree marine tra Adriatico, Ionio e Canale di Sicilia, portando così a 52 le istanze di permesso di ricerca e le istanze di prospezione presentate dalle diverse compagnie petrolifere nei nostri mari. Ricerche che saranno eseguite con la discussa tecnica dell’airgun il cui fortissimo rumore – ribadiscono sempre più studi scientifici - può provocare danni ed alterazioni comportamentali, talvolta letali,  in specie marine assai diverse, in particolare per i cetacei, fino a chilometri di distanza. In tutti i casi finora censiti - raccolti ora in un dossier da Legambiente - gli studi hanno accertato la connessione tra lo spiaggiamento e le ricerche petrolifere attraverso airgun attive nell’area. Senza calcolare i danni economici alle attività di pesca. 
 

La soluzione è unica: costringere il Governo a vietare una volta per tutte l’utilizzo di questa tecnica per la ricerca di idrocarburi che non porta vantaggi alla collettività, ma è a favore esclusivamente delle compagnie petrolifere.

FERMIAMO L'AIR GUN SALVIAMO I CETACEI 

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Pubblicato il03 luglio 2015