Val Susa: Legambiente aderisce alla manifestazione di domani


"No alla violenza. Sì alla concertazione e a un nuovo e appropriato piano trasportistico basato sui bisogni reali del Paese”

“Legambiente guarda con grande preoccupazione a quanto sta avvenendo in Val Susa. Il recente sgombero, con lacrimogeni e ruspe, dell’area della Maddalena di Chiomonte è il risultato dell’irrigidimento del governo che insiste nel difendere un progetto sbagliato ed inutile e del quale non sono stati sciolti i numerosi rischi per la salute. Da tempo, molti esperti mettono in luce il carattere non prioritario del collegamento AV Torino-Lione  per il nostro Paese. Si tratta di un'opera che, nonostante il contributo dall'Europa, è destinata a trasformarsi in una voragine per il nostro debito pubblico”.

 

Comincia così il testo dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio nazionale di Legambiente, riunitosi oggi a Roma, sulla vicenda Tav in Val di Susa con il quale l’associazione ha deliberato l’adesione alla manifestazione di domani che - ci auguriamo - sarà grande, festosa e popolare.

 

“Noi, a ragion veduta – continua il documento - riteniamo che le priorità, per quanto riguarda infrastrutture e servizi ferroviari, siano ben altre. La tratta Torino- Lione va collocata in una seria politica trasportistica che si possa tradurre in un nuovo piano nazionale della mobilità . Gli investimenti pubblici devono tenere in considerazione i bisogni reali del Paese, avendo ben presenti  i flussi e  le tendenze evolutive in atto. Il  trasporto per passeggeri e merci deve passare dalla gomma al ferro. Va sviluppato un programma di interventi mirati ad incrementare la capacità delle linee attuali, integrandone la struttura a rete e agendo sull’offerta di servizi di trasporto efficienti ed affidabili, e sull’infrastruttura a livello di nodi (i veri colli di bottiglia della rete), senza perciò dimenticare la manutenzione e l’ammodernamento dell’esistente. Per spostare su ferro una consistente quota di traffico occorre un forte investimento per aumentare la qualità dell’offerta e dei servizi, rinnovando il parco circolante dei treni e inserendo nuovi treni metropolitani (e regionali) indispensabili per gli spostamenti dei pendolari.

Tutto ciò non passa necessariamente per grandi opere, per spostare concretamente il traffico dalla strada alla rotaia occorre una politica dei trasporti che si ponga obiettivi credibili di crescita del trasporto ferroviario a medio termine, per riequilibrare e rendere più efficiente e sostenibile il sistema e che al contempo rinunci ad un ulteriore potenziamento della rete stradale ed autostradale”.

 

“Per discutere di tutto ciò - ha ribadito il Consiglio nazionale di Legambiente - non c’è bisogno di interventi di ordine pubblico, ma di disponibilità al confronto tra tutti i soggetti in campo, senza considerare la TAV in Val Susa come un totem intoccabile. Ed è per questi motivi che Legambiente sarà domani alla manifestazione in Val Susa. Per dare un chiaro segno che la parte sana del paese non accetta la logica della contrapposizione frontale e dei manganelli, ma ha proposte serie che rispondono all’interesse generale del paese, oltre a difendere i bisogni del popolo della Val Susa, Condanniamo l’uso della forza e della violenza, che  in Val Susa si sta sostituendo progressivamente alla gestione politica; sosteniamo la richiesta dei sindaci dei comuni coinvolti dall’opera di convocare urgentemente un tavolo politico con il Governo e chiediamo che finalmente venga elaborato un serio piano trasportistico nazionale che colga le reali priorità verso cui indirizzare gli investimenti.

 

Roma, 2 luglio 2011     Comunicato stampa

L’ufficio stampa (3490597187)

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato il02 luglio 2011