Smog: oggi la riunione tra Galletti, presidenti di Regione e sindaci


“Gli accordi funzionano se diventano norme di legge e individuano nuove risorse, altrimenti sono solo chiacchiere. Bene la creazione del Comitato di Coordinamento ambientale se diventa il motore per avviare il piano nazionale per la mobilità urbana. Male gli incentivi alla rottamazione delle auto private. Alcuni provvedimenti nella direzione giusta, ma non sufficienti a cambiare la situazione dell'inquinamento nelle città italiane. Ora basta provvedimenti emergenziali, si passi ad interventi strutturali con più risorse per trasporto su ferro, mezzi pubblici e mobilità nuova”.

“È fondamentale che il protocollo firmato oggi si traduca in norme di legge e individui nuove risorse per fronteggiare l'emergenza smog, per rendere più efficienti gli edifici, le città più vivibili e culle di rigenerazione urbana; altrimenti saranno state solo chiacchiere. Ben venga la creazione di un comitato di coordinamento ambientale di sindaci di grandi centri urbani e presidenti di regione presieduto dal ministro dell'ambiente, purchè diventi il motore per avviare il piano nazionale per la mobilità urbana. Buona anche la riduzione della velocità a 30km/h, ma è importante che diventi un limite permanente come già accade in alcuni quartieri e comuni virtuosi. Pessima invece l'idea di destinare parte delle poche risorse disponibili alla rottamazione delle auto private. In questo modo il provvedimento rischia di incentivare anche il trasporto privato” – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente.


 “È ora comunque di passare, veramente, dalle parole ai fatti attraverso una politica concreta e lungimirante ed interventi mirati, perchè i primi interventi previsti dalla legge di stabilità e dal collegato ambientale, anche se positivi, non bastano. Le risorse stanziate - continua Zanchini - in questi provvedimenti sono solo timidi segnali che non fanno cambiare concretamente le politiche nazionali sulla mobilità. La Legge di stabilità prevede 4 miliardi di Euro di sussidi all'autotrasporto e investimenti in strade e autostrade, ma neanche un euro per acquistare treni per i pendolari o realizzare nuove linee di tram o metropolitana. Si devono cambiare le priorità, mettere le aree urbane al centro delle politiche e garantendo ai sindaci di spendere risorse economiche senza i limiti imposti dalla spending review. Negli ultimi dieci anni l'emergenza smog, che è poi diventata anche un'emergenza mediatica, è stata affrontata con diversi summit governativi con gli enti locali che, però, non hanno portato mai a risultati concreti. Per questo si deve evitare che l'accordo firmato oggi faccia la fine degli altri, ma sia invece l'occasione per affrontare la sfida della rigenerazione urbana, sinonimo di benessere e qualità per l'ambiente, la vita dei cittadini e l'economia sana del Paese”.

 

Questa mattina l'associazione ambientalista ha organizzato a Roma un flash mob davanti al ministero dell'ambiente, dove gli attivisti di Legambiente, con tute bianche e mascherine antigas sul volto, hanno esposto lo striscione “Ci siamo rotti i polmoni! No allo smog”.
Inoltre Edoardo Zanchini e Stefano Ciafani, rispettivamente vicepresidente nazionale e direttore generale di Legambiente, hanno consegnato al ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, al presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e al presidente dell'Anci Piero Fassino, le 10 proposte anti-smog: 1) realizzare nuove linee metropolitane e tram e vincolare da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture alle città; 2) 1000 treni per i pendolari, 3) 100 strade per la ciclabilità urbana; 4) ridurre la velocità a 30km/h; 5) prevedere, con una disposizione nazionale, l'estensione del modello dell'Area C di Milano a tutte le grandi città e con una differente politica tarrifaria sulla sosta, i cui ricavi siano interamente vincolati all'efficiamento del trasporto pubblico locale, 6) stop ai sussidi all'autotrasporto per migliorare il Tpl; 7) fuori i diesel dalle città limitando la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinati sul medello della città di Parigi; 8) riscaldarsi senza inquinare vietando l'uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione del riscaldamento; 9) ridurre l'inquinamento industriale applicando Aia stringenti e rendendo il sistema il sistema del controllo pubblico più efficace con l'approvazione della legge sul sistema delle agenzie regionali protezione ambiente ferma al Senato da oltre un anno; 10) nuove controlli sulle emissioni reali delle auto.
Infine Legambiente ha ribadito che per uscire dalla morsa dell'inquinamento è fondamentale un piano straordinario per la mobilità urbana mai messo in campo negli ultimi 20 anni, con il potenziamento del trasporto su ferro, dei mezzi pubblici, della mobilità nuova.
 
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