Roma 27 gennaio 2012 - Dopo la tragedia umana rischiamo il disastro ambientale. La Costa Concordia naufragata all'isola del Giglio due settimane fa rappresenta un concreto pericolo di inquinamento per l'Arcipelago toscano e il santuario dei Cetacei, eppure non si ha più traccia del decreto sulla regolamentazione delle rotte per le navi da crociera annunciato dopo l'incidente. "Non c'è tempo da perdere - ha dichiarato il responsabile Mare di Legambiente Sebastiano Venneri - . E' necessario emanare al più presto il decreto per interdire alle grandi navi la navigazione entro le 5 miglia dalle aree marine protette e dai parchi nazionali e il transito nelle aree fragili prevedendo sanzioni pesanti per chi disattende i divieti. Solo in questo modo - continua Venneri - sarà possibile tutelare le nostre coste e i fondali ricchi di biodiversità, impedendo di fatto, il verificarsi di incidenti gravi e drammatici come quello della Costa Concordia". L'ufficio stampa (3490597187)