Legambiente condanna l’esecuzione dei due prigionieri bielorussi


“Chiediamo una moratoria della pena di morte”

Legambiente - impegnata da anni in Bielorussia in favore delle popolazioni colpite dall’incidente di Cernobyl - condanna vivamente l’esecuzione avvenuta nei giorni scorsi a Minsk di Uladzslau Kavalyou e Dzmitry Kanavalau, i due giovani giustiziati perché giudicati colpevoli dell’attentato alla metropolitana di Minsk dell’aprile 2011.

Come sottolineato da Amnesty International, il processo non ha rispettato gli standard internazionali e il giudizio è stato emesso direttamente dalla Corte suprema, impedendo di conseguenza agli imputati di ricorrere a un tribunale di grado superiore.

“A nulla sono servite le sollecitazioni per una moratoria della pena di morte e delle esecuzioni in atto da parte delle associazioni e delle organizzazioni umanitarie europee, alcune delle quali impegnate nei programmi di aiuto e accoglienza dei bambini e delle bambine di Chernobyl” sottolinea il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, la cui richiesta inviata all’Ambasciatore della Repubblica della Bielorussia in Italia è rimasta inascoltata.

L’associazione ambientalista chiede ora alle autorità bielorusse un atto di umanità, con la restituzione dei corpi dei due giovani giustiziati alle famiglie, e torna a sollecitare una moratoria della pena di morte.

Per il forte legame con il popolo bielorusso, Legambiente continuerà ad agire con senso di responsabilità e attenzione nei confronti di coloro che, ancora oggi, vivono in zone fortemente contaminate a seguito della terribile tragedia nucleare di Cernobyl.

 

 

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Pubblicato il21 marzo 2012