Immigrazione. Corte Strasburgo condanna l’Italia. Legambiente: “Sentenza giusta. Ora revisione delle norme su accoglienza e integrazione”


Pubblicato il23 febbraio 2012

“Questa sentenza restituisce dignità a quegli italiani, singoli cittadini ed associazioni, che da quel 6 maggio 2009 non hanno mai smesso di battersi per affermare che il dovere di salvare vite umane è un fondamentale dovere etico ancor prima che giuridico, così come quello di accogliere dignitosamente quanti fuggono da fame, guerre e persecuzioni”.

Così il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza ha commentato la notizia della condanna dell’Italia da parte della Corte Europea per i Diritti dell’uomo per i respingimenti messi in atto nei confronti dei migranti provenienti dalla Libia in virtù degli accordi stipulati con l’allora dittatore Gheddafi. La sentenza si riferisce ai fatti del maggio 2009, quando le autorità italiane intercettarono in acque internazionali un’imbarcazione con oltre 200 persone (tra cui donne e bambini) originarie dalla Somalia e dall’Eritrea, che furono ricondotte in Libia senza che questi conoscessero la loro destinazione e senza che fossero messi nella condizione di chiedere la protezione internazionale, in violazione del principio di non refoulement, cui seguirono poi una serie di respingimenti che impedirono ad oltre 2000 persone di chiedere asilo.

“L’auspicio - ha aggiunto Giusi Nicolini, responsabile Legambiente e direttore Riserva Naturale Isola di Lampedusa - è che questa sentenza sia solo un punto di partenza per una generale revisione di tutto il quadro normativo sia in materia di soccorso ed accoglienza sia in materia di integrazione e di riconoscimento dei diritti agli stranieri. Il primo atto che l’Italia dovrebbe compiere, nel rispetto di questa sentenza – ha poi concluso Giusi Nicolini - è la cancellazione del provvedimento che nel settembre 2011 ha dichiarato ‘luogo non sicuro’ l’isola di Lampedusa ai fini del soccorso ai migranti, ripristinando quel modello di accoglienza che è stato vanto dell’intero paese fino al 2009” .

 


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