Firenze 22-23 ottobre: Giornate dell’Interdipendenza


Pubblicato il22 ottobre 2010
Percorsi di integrazione, politiche interculturali, immigrazione e lavoro al centro del prima giornata di lavori

 

Percorsi di integrazione, politiche interculturali, immigrazione e lavoro. Sono questi i temi fondamentali che hanno caratterizzato la prima parte delle Giornate dell’Interdipendenza, il seminario in corso a Firenze il 22 e 23 ottobre,organizzato da Acli, Comunità di Sant’Egidio, Focsiv, Legambiente, Movimento politico per l’unità/Focolari, Regione Toscana che si terrà il22 e 23 ottobre a Firenze presso il Convitto della Calza.

Realizzato grazie al patrocinio della Federazione Nazionale della Stampa e il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, il laboratorio di formazione è dedicato a chi opera nella comunicazione e nell’informazione, ma rivolto anche ad educatori, attori della società civile, opinion leader e studenti. Al centro della prima giornata di lavori l’esame delle dinamiche sociali, ma anche del mercato e del lavoro in seguito nelle città italiane, ormai a stretto confronto con culture differenti. Dall’urbanistica alle scelte politiche locali e globali, dai processi sociali a quelli commerciali, le Giornate dell’Interdipendenza hanno offerto uno spunto di riflessione per una lettura dello scambio di risorse e conoscenze, dato dalla globalizzazione.

Ad aprire i lavori, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Roberto Natale: “Il mondo dell’informazione oggi ha un peso enorme nel favorire i processi di interdipendenza nelle nostre città. Basti pensare allo spazio diverso che il giornalismo spesso ha concesso ai fatti di cronaca a seconda che l’immigrato sia vittima o carnefice, alimentando così nuove ossessioni e la paura del diverso nell’opinione pubblica. Nei media, attualmente, si tende infatti a ritenere ‘notizie’ solo le brutte notizie, senza considerare che non può essere informazione solo l’orrore del mondo. Con questo non voglio dire che bisogna dare solo una visione ‘rosa’ della realtà, cancellandone le bruttezze, ma è necessario dare rilievo anche al positivo, raccontando anche esperienze di dialogo per favorire un atteggiamento meno chiuso, regressivo, spaventato”.

“Attualmente nessuna delle crisi economica, energetica e climatica possono essere affrontate senza gli strumenti della cooperazione – ha sostenuto Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - Ma per alimentare un fenomeno di interdipendenza al positivo in Italia è necessario ripartire dal territorio, dando la possibilità agli stranieri di vivere negli stessi quartieri degli italiani, abbandonando così il concetto di zonizzazione delle città, nato negli anni ‘50, che ha alimentato la nascita di quartieri-ghetto, come Chinatown. L’integrazione infatti parte dalla coesistenza territoriale, ma passa anche per il diritto al voto, autentico modo per alimentare il senso d’appartenenza ad un Paese. E’ per questo che se si vuole incoraggiare l’integrazione influire sulla composizione del consiglio comunale costituisce un primo importante passo”. 

Ad affrontare il tema di conflitto e inclusione tra culture differenti sono stati anche Michele Zanzucchi (direttore di Città nuova), Giancarlo Penza (Comunità di Sant’Egidio), Marco Fatuzzo (Mppu-Focolari), Sandy Cane (sindaco di Viggiù), Andrea Sarubbi, primi firmatari del ddl C2670 sulle nuove norme per la cittadinanzabreve, Roberto Della Seta (primo firmatario del dl S 380 sulla cittadinanza breve). Il ruolo dell’immigrazione nei suoi risvolti economici e lavorativi è stato invece al centro del pomeriggio, durante il quale sono intervenuti Elisabetta Galgani (giornalista de La Nuova Ecologia), Thierry Deng e Filippo Cardaci (Sportello Immigrazione Acli di Varese), Graziano Halilovic (Federazione Rom e Sinti Insieme).Il dibattito poi è proseguito con Marco Dotti (giornalista Vita non profit), Antonio Ricci (redattore del Rapporto di European Migration Network-Commissione Europea), Stefano Biondi (CISL Toscana), Elena Granata (Politecnico di Milano),Fausto Ferruzza (Legambiente Toscana), Steni Di Piazza (Banca Etica Palermo).

Domani, ad aprire la giornata di sabato, 23 ottobre presso il Convitto della Calza a Firenze  sarà un focus sull’area del Mediterraneo, dove il termine interdipendenza assume come principale accezione quello di immigrazione. Saranno presenti:Maurizio Ambrosini (direttore rivista Mondi migranti), Domenico Mogavero (vescovo di Mazara del Vallo, CEI/migranti), Izzedin Elzir (presidente Ucoii), Agnese Di Pietrantonio (Poliambulatorio di Emergency, Palermo), Luciana Delfini (Università di Roma), Chiara Certomà (ricercatrice Scuola Superiore S. Anna Pisa), Daniela Ropelato (Mppu-Focolari).

 

 

 

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