Eolico Offshore


Incomprensibile ricorso della Regione Molise e degli Enti Locali dopo i cambiamenti al progetto con la Via Legambiente: “Portiamo il nostro Sì al progetto di Termoli anche in tribunale”

 

"Abbiamo riflettuto e deciso di costituirci presso il Consiglio di Stato a fianco del Ministero dell'Ambiente e dell'impresa proponente per difendere le ragioni del progetto di impianto eolico offshore a Termoli".Questa la dichiarazione congiunta di Legambiente nazionale e regionale che, dopo aver seguito con attenzione l'iter di valutazione di quello che potrebbe essere il primo impianto off shore nei mari italiani, ritiene assurdo contestarlo, come invece hanno fatto la Regione e gli Enti locali con il ricorso al Tar contro il parere positivo dato dal Ministero dell'Ambiente. Con la procedura di V.I.A., infatti, il progetto è stato modificato e migliorato, per cui l'elettrodotto interrato passerà fuori dalla zona Sic mentre la prima fila di torri è stata allontanata, aumentando la distanza dalla costa dell'impianto e limitandone ulteriormente la visibilità da terra. 

"La scelta della Regione è evidentemente pregiudiziale e risente delle polemiche spesso strumentali e certamente ascientifiche, nella migliore delle ipotesi, che stanno caratterizzando il dibattito locale sulla produzione di energia da impianto eolico in generale, e in particolare nei confronti di un progetto, quello dell'offshore, che sarebbe altamente innovativo e sicuramente meno impattante della cementificazione che continua a deturpare impunemente il nostro territorio, compromettendolo irreversibilmente, nel totale silenzio di qualsivoglia politico d'assalto", ha dichiarato Maria Assunta Libertucci, presidente di Legambiente Molise.

Il progetto presentato nel 2006 ha terminato il suo iter di valutazione ambientale con il Decreto positivo di Via a fine 2009. Proprio contro questo parere sono stati presentati diversi ricorsi da parte di Regione, Provincia di Campobasso, Comune di Petacciato, che verranno discussi il prossimo 22 ottobre al Consiglio di Stato, giudizio nel quale anche Legambiente ha deciso di costituirsi. 

L’impianto complessivamente prevede 54 turbine da 3 MW, con la torre più vicina a circa cinque chilometri dalla costa mentre la più lontana sarebbe a otto chilometri. 

“A Copenaghen - ha aggiunto il responsabile energia di Legambiente Edoardo Zanchini - da diversi anni è in funzione un impianto eolico offshore a un chilometro e mezzo dal centro cittadino. Un impianto che permette di produrre energia pulita e che oramai è parte del paesaggio di una città che ha scelto di puntare con successo sulla tutela ambientale e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Ci auguriamo che questo sia il modello al quale guarderà nei prossimi mesi anche il Molise, ".

 

Sarebbe particolarmente importante – hanno concluso i responsabili di Legambiente – che la Regione invertisse finalmente la rotta aprendo ora un confronto sulle Linee guida per gli impianti da fonti rinnovabili che, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale, vanno approvate entro gennaio. Occorre aprire una nuova stagione di programmazione e dialogo, soprattutto in campo ambientale. A stupire è infatti l’insistenza nel combattere il progetto offshore a fronte di una scarsissima attenzione nei confronti della diffusione che hanno avuto, anche con alcuni errori, gli impianti eolici a terra.Da parte nostra ribadiamo la completa disponibilità a collaborare con proposte precise per sviluppare e integrare nel paesaggio molisano, con tecnologie e scelte sostenibili, il solare, l'eolico, gli impianti a biomasse, la geotermia, l'idroelettrico, senza dimenticare che la sostenibilità passa prima di tutto attraverso un'attenta politica di risparmio energetico e che le rinnovabili sono una scelta obbligata per il mantenimento di standard dignitosi di benessere, ma non devono trasformarsi in un'attività predatoria dei territori”.

 

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Pubblicato il20 ottobre 2010