Dalla fiera “Balnearia” a Marina di Carrara, Legambiente insieme alle principali categorie del settore lancia la campagna contro le trivelle


“Al referendum del 17 aprile i cittadini votino sì per fermare le trivelle, per salvaguardare il mare italiano e le sue ricchezze. È ora di dire basta alla deriva petrolifera e riaffermare il protagonismo, la bellezza e la forza dei territori”

“Al referendum del 17 aprile vota sì per fermare le trivelle”. È questo l’appello lanciato oggi da Legambiente da Marina di Carrara, dove ha organizzato un flash-mob per invitare gli italiani il 17 aprile a votare sì. Solo così si potrà abrogare la norma, introdotta con l’ultima legge di Stabilità, che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. Un appello lanciato non a caso dal cuore della Toscana balneare, da Marina di Carrara dove è in corso la 17esima fiera

“Balnearia”, una kermesse che coinvolge ogni anno le principali categorie del settore e diversi operatori turistici per parlare di mare, turismo di qualità e benessere. In questi anni molte categorie del settore si stanno impegnando per rilanciare un turismo e uno sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ecosistema marino e dell’ambiente circostante per una crescita economica, turistica e culturale di qualità. Per questo molti stabilimenti balneari, alla fiera Balnearia, hanno ribadito, con una foto-testimonianza, il loro no alle trivelle unendosi all’appello lanciato oggi da Legambiente per un mare libero dal petrolio.

“Il petrolio - dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente - è una vecchia energia fossile che causa inquinamento, dipendenza economica e conflitti a discapito dei territori e delle risorse preziose come il turismo e la pesca. Per questo è indispensabile che il Governo rimetta in discussione la propria strategia energetica nazionale, abbandonando le fonti fossili, puntando su fonti rinnovabili, efficienza energetica, innovazione e investendo sui quei settori preziosi per l’economia nazionale come il turismo di qualità e la pesca sostenibile, espressione di ricchezza e forza dei territori italiani. Nella battaglia contro la deriva petrolifera, è inoltre fondamentale il contributo dei cittadini che sono a chiamati a votare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni. Per questo Legambiente in questi 47 giorni di campagna referendaria, insieme a tante altre associazioni, si impegnerà e sarà in prima linea per informare i cittadini sul quesito, per portare al voto 25milioni di persone e vincere anche questa volta”.

Per Legambiente è importante votare sì perché: 1) il petrolio è una vecchia e inquinante fonte fossile. Tutto il petrolio presente sotto il mare italiano basterebbe al nostro Paese per sole 8 settimane, mentre già oggi produciamo più del 40% di energia da fonti rinnovabili. 2) Per salvaguardare la vera ricchezza del mare italiano: turismo, pesca e biodiversità. Negli ultimi anni nella Penisola è cresciuto il turismo verde, segno che gli italiani vogliono riscoprire le bellezze paesaggistiche del territori. Il patrimonio naturalistico delle nostre destinazioni balneari è la prima motivazione di visita per i turisti stranieri (muove il 30% dei turisti), ed è il secondo motivo di scelta, invece, (24,9%) dei turisti italiani. (Fonte Unioncamere 2013). Un patrimonio importantissimo per l’economia italiana e degli altri Paesi adriatici, il cui motore principale sono le bellezze naturali dei luoghi. 3) Per completare la realizzazione di un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico rispettando gli impegni che il nostro Governo ha preso alla COP21 di Parigi a fine 2015.

 

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