Stop al mercurio!


Pubblicato il01 gennaio 2006

La campagna per informare sui rischi della diffusione del mercurio nell'ambiente, per chiedere la conversione degli impianti industriali che lo utilizzano a tecnologia più pulita e lo smaltimento in sicurezza.

Nata nel 2004 nell'ambito della campagna europea Zero Mercury, Stop al mercurio ha come obiettivo ultimo la riduzione a zero delle emissioni, della domanda e dell’offerta di mercurio, da tutte le fonti monitorabili, al fine di ridurre al minimo le sue immissioni nell’ambiente. Una serie di iniziative, monitoraggi scientifici, dossiers e raccolta firme, per sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica, le aziende e i lavoratori sui gravissimi rischi, anche sanitari, che comporta la dispersione nell’ambiente del mercurio.

Se ne consumano nel mondo ancora oltre 3.200 tonnellate all’anno, lo si usa ancora per estrarre l’oro dalle miniere, per le otturazioni dentali, negli strumenti di misurazione della temperatura e pressione, ma anche per la produzione delle lampade fluorescenti a basso consumo.  Ma il mercurio è un metallo pesante altamente inquinante e tossico che resta ancora oggi un problema ambientale e sanitario, di fatto planetario, che non risparmia nessun paese.

Da anni Legambiente si batte per la riconversione degli impianti cloro-soda a tecnologia più pulita e lo smaltimento in sicurezza del mercurio in surplus. Grazie anche alle nostre battaglie la gran parte delle principali aree industriali italiane sono state inserite nel “Programma nazionale di bonifica” del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, che ad oggi conta 50 siti inquinati su cui intervenire. Oggi l’azione di Legambiente è volta al monitoraggio dello stato di avanzamento delle operazioni di bonifica, alla riconversione dei cicli produttivi più inquinanti o alla chiusura di quelli più obsoleti e non ristrutturabili.

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