Il nostro amico Roberto


E' importante che la Rai abbia deciso di dedicare una produzione televisiva importante, "Io non mi arrendo", che andrà in onda oggi e domani sera su Rai Uno, alla figura di Roberto Mancini, il sostituto commissario di polizia che ha pagato con la vita il suo profondo senso del dovere, la sua passione civile e la sua sensibilità ambientale. Noi di Legambiente lo sappiamo bene, perché a Roberto Mancini ci lega un rapporto profondo, nato nel segno dell'amicizia e dell'impegno comune. Un legame che ci ha accompagnato sin dai primi dossier sulla Rifiuti Spa, del 1994/95, con gli spunti che Roberto riuscì a sviluppare, grazie alle sue straordinarie capacità investigative, in un'informativa della Criminalpol di Roma e del Lazio sulla cosiddetta "Terra dei fuochi", tra le province di Caserta e Napoli, vergognosamente ignorata per oltre 15 anni. E che è proseguito nel tempo, grazie al suo lavoro come consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Roberto ce lo ricordiamo bene quando nel 2002, per circa un anno, ha frequentato la nostra sede nazionale di via Salaria per collaborare, con le sue competenze e la sua professionalità, alla prima ricerca sui traffici illegali di rifiuti in Europa. Un amico che abbiamo sostenuto perché ne venisse riconosciuto il valore e il sacrificio, come vittima del dovere. Speriamo che siano davvero tantissime le persone che decideranno di vedere questa sera "Io non mi arrendo", perché possa diventare un grandissimo abbraccio alla moglie Monica e alla figlia, Alessia. E il segno di un Paese che vuole verità e giustizia per tutte le vittime della "Terra dei fuochi". Come voleva Roberto. 

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Pubblicato il15 febbraio 2016