I principali comitati dei pendolari italiani


I pendolari ferroviari in Italia sfiorano quota 2 milioni, pari al 15% del totale di quanti ogni giorno entrano ed escono dalle grandi città. Un dato percentuale che sale addirittura al 32,7% se si considerano solo gli studenti. Lo dice l’indagine sul pendolarismo che il Censis ha pubblicato nel novembre del 2007 tracciando il quadro della mobilità “quotidiana” nel nostro paese.

Qualche numero per definire il fenomeno: chi sale sul treno per andare al lavoro o per raggiungere i luoghi di studio spende circa 50 euro al mese per percorrere una distanza media di 25 chilometri, impiegando un tempo che si aggira intorno ai 40-45 minuti per ogni spostamento.

Il crescente numero di persone che si sposta da una città all’altra tutti i giorni è strettamente legato al fenomeno della cosiddetta “diffusione insediativa” che interessa ormai molte aree del paese. L’esplosione del mercato immobiliare che ha visto lievitare i prezzi delle case nelle città ha imposto a molti residenti di trasferirsi dal centro alla periferia, se non addirittura nei comuni della provincia, trasformandoli di fatto in nuovi pendolari. Insomma, la domanda di trasporto locale aumenta in tutta Italia, sia sul fronte della quantità che su quello della qualità, mentre l’offerta langue, anzi si riduce.

Ma le priorità di investimento di governo e FS vanno in tutt’altra direzione, a partire da quella dell’alta velocità. E allora c’è chi, provocatoriamente ma non troppo, si adegua e chiede l’alta velocità anche per il tragitto casa-ufficio: l’Associazione pendolari di Piacenza, stanca di disservizi e cattiva gestione, ha lanciato a FS la richiesta “da Piacenza a Milano in 20 minuti con la TAV”, con tanto di dettagliato progetto.

Insomma il 2008, con buona pace dei clienti Fs, si preannuncia non molto diverso dall’anno appena trascorso. I pendolari continueranno a subire un servizio pubblico ai limiti della decenza, fatto di treni vecchi e fatiscenti, di linee piene di acciacchi, quindi di ritardi e treni soppressi, di sporcizia e sovraffollamento.

A rappresentare il diritto degli utenti a un trasporto ferroviario locale, quantomeno decente, ci sono i comitati dei pendolari. Una realtà ormai presente in quasi tutte le regione, che di anno in anno si presenta più strutturata, competente e agguerrita. I gruppi organizzati di viaggiatori muovono i primi passi a metà degli anni novanta, ma molti nascono e muoiono nel giro di poco tempo. Attorno ai nodi ferroviari più importanti però la protesta cresce al ritmo del disservizio, così in alcuni casi ci si trova di fronte a vere e proprie associazioni che oggi hanno una sede, un organigramma, uno statuto. E quasi tutti hanno attivato un sito internet, perché la rete è indiscutibilmente il modo più efficace per comunicare tra viaggiatori, per scambiarsi informazioni utili, per convocare assemblee, promuovere iniziative come una raccolta firme o un sit-in alla stazione, o più semplicemente per dare sfogo alla frustrazione dell’essere pendolare delle Ferrovie Italiane, sognando di essere su un treno giapponese o svizzero.

Ecco un elenco dei principali comitati che si incontrano in rete.

Lombardia

Lazio

Piemonte

Liguria

Veneto

Emilia Romagna

Toscana

  • Federconsumatori Regionale Toscana (federconsumatori [dot] toscana [at] dada [dot] it)

Umbria

Campania

Pendolaria 2008

 

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Pubblicato il28 maggio 2010