Cop21, la società civile a Parigi fa sentire forte la sua voce


Un mercoledì da leoni quello di oggi alla COP21 di Parigi. L'orso polare enorme posizionato all'ingesso dagli attivisti di Greenpeace lascia capire che quella di oggi sarà una giornata di battaglia per i movimenti e le ONG arrivati da tutto il mondo è presenti qui con il ruolo di "osservatori". Termine che non riflette neanche a pieno la frustrazione vissuta da tanti attivisti presenti, visto che i negoziati avvengono a porte chiuse e vedono unicamente la partecipazione dei Governi, mentre la società civile cerca di rincorrere e condividere le informazioni, organizzando molteplici attività di pressione. Un ruolo che però comincia ad andare sempre più stretto tanto più con il rischio incombente di un accordo poco ambizioso e non sufficientemente vincolante.

Per questo oggi in centinaia, e a dispetto delle rigidissime norme di sicurezza che limitano le "azioni" organizzate dalle associazioni, ci siamo riversati nel padiglione dei Governi, arrivando fino alla sala plenaria, dove abbiamo fatto arrivare forte e chiaro, attraverso il "microfono" delle nostre voci unite, l'esigenza e l'urgenza del rispetto della giustizia climatica.

Una manifestazione così forte e partecipata, in questa conferenza blindata, é stata importante e liberatoria, così come è stata importante la solidarietà espressa ai tanti attivisti francesi, per cui è scattato l'arresto preventivo fino alla fine della COP, in virtù dell emergenza anti terrorismo. In una connessione grave ed ingiustificabile. Così come era inaccettabile la volontà del Governo francese di vietare tutte le manifestazioni di protesta, ma con grande coraggio i movimenti che compongono la coalitionclimat21 hanno scelto di scendere in piazza lo stesso, confermando la grande giornata di mobilitazione che si terrà sabato 12. Sul fronte nazionale, anche per Legambiente è stata una giornata importante, con l'invio di un appello comune a tutti i Governi dei Paesi adriatici di un appello contro le trivellazioni, promosso e rilanciato anche alla COP attraverso una azione congiunta della piattaforma SOS Adriatico. 
Anche la giornata di domani si preannuncia movimentata, con una azione promossa dal Forum Giovanile Europeo e la rete YOUNGO, per il riconoscimento del principio di equità intergenerazionale e per la partecipazione attiva delle realtà giovanili ai negoziati. É inaccettabile che chi dovrà vivere la crisi climatica non possa partecipare alle scelte che riguardano il proprio futuro, tanto più che il mondo dei giovani e dell'associazionismo sono proprio quelli che stanno già dando vita a percorsi e realtà alternative, combattendo in prima fila i cambiamenti climatici e promuovendo un diverso modello energetico, economico e sociale. 

Parigi, 9 novembre 2015 di Mattia Lolli, presidente Alliance

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Pubblicato il11 dicembre 2015