Atlante fotografico dei paesaggi costieri italiani


I tesori da scoprire e proteggere e le aree minacciate da cemento e degrado.  


Visualizza l'Atlante dei Paesaggi Costieri

Cliccando sulla foto dello stivale si può navigare attraverso 7.458 chilometri di coste italiane, con immagini, storie, informazioni sui luoghi, che si andranno arricchendo nel tempo grazie alle foto che ognuno di voi vorrà inviare e al contributo di fotografi professionisti, di studi e ricerche. 

Vuoi contribuire all'Atlante delle Coste? Inviaci le tue foto!

Le aree costiere italiane, straordinario patrimonio ambientale, culturale e storico nazionale, subiscono sempre più frequentemente la minaccia della cementificazione selvaggia e del degrado. Con il vostro aiuto vogliamo contribuire a difendere questo immenso tesoro attraverso uno strumento originale che abbiamo chiamato Atlante Fotografico dei Paesaggi Costieri italiani: uno spazio interattivo che vuole offrire una visione delle coste come sono, com'erano alcuni anni fa prima che l'edificazione ne cambiasse i connotati, denunciare i rischi che imcombono su alcuni territori se gli appetiti speculativi non verranno fermati.
Consumo di coste
Con l'Atlante vogliamo fornire uno strumento per monitorare i cambiamenti che stanno avvenendo  nei 639 Comuni il cui territorio è bagnato dal mare: per saperne di più sulle spiagge più belle e sui luoghi più suggestivi ma anche per denunciare il pericolo per tanti territori di vedere cancellati i pochi tratti ancora liberi. Vogliamo analizzare e monitorare il paesaggio regione dopo regione per mettere in evidenza il "consumo di coste":  le aree dove è stato cancellato in modo irreversibile il rapporto tra il mare e i paesaggi naturali e agricoli.
Per saperne di più
I paesaggi costieri costituiscono una parte rilevante dell'identità italiana, della sua storia e memoria collettiva, oltre che una potenzialità unica di valorizzazione turistica ed economica. I cambiamenti avvenuti in questi territori negli ultimi decenni sono, purtroppo, molto rilevanti. Si può far risalire al 1985 l'ultimo momento di vera attenzione nei confronti della tutela del patrimonio costiero quando, con la legge Galasso, si individuò un vincolo di 300 metri dalla linea di costa, che però non vietava le nuove costruzioni ma rimandava a un parere paesaggistico e alla redazione di piani regionali. Saltuariamente la cronaca torna a occuparsene a seconda di polemiche che possono riguardare le concessioni balneari o gli appetiti immobiliari, l'inquinamento dell'acqua o le mareggiate che si sono divorate tratti di spiaggia, o magari l'impossibilità in alcuni Comuni di poter perfino accedere a una spiaggia "libera".
Come scriveva Fernand Braudel, le coste del Mediterraneo sono un crocevia di storie e lungo gli innumerevoli paesaggi si incontrano realtà antichissime, il fascino della natura e delle colture agricole, con magari a fianco la modernità di porti, impianti industriali, nuove città. Per Legambiente la sfida che oggi abbiamo di fronte è quella di salvaguardare tutte le aree ancora libere dall'edificato per organizzare moderni progetti di valorizzazione ambientale, conservazione, fruizione pubblica. E in parallelo definire una seria politica di riqualificazione urbanistica delle tratte edificate, contraddistinte spesso da una edilizia costruita di fretta e senza alcuna qualità, a partire dal secondo dopoguerra. Un progetto per un turismo di qualità e destagionalizzato che possa restituire un futuro a tante parti del patrimonio costiero italiano oggi in stato di degrado.
Cosa chiediamo al Governo
Chiediamo ai Ministeri dell'Ambiente e dei Beni Culturali di proporre finalmente un progetto di valorizzazione e tutela dei paesaggi costieri italiani. Non è più accettabile una situazione per cui si continua a costruire case, palazzi, alberghi sulle coste perché in assenza dei piani paesistici regionali (che solo Puglia e Sardegna hanno approvato con indicazioni all'altezza di queste sfide) sono discrezionalità e pressioni a farla da padroni, oltre che le previsioni di vecchi piani regolatori che ancora oggi prevalgono sul vincolo di 300 metri dalla linea di costa della legge Galasso. Per questo occorre introdurre un vincolo di inedificabilità assoluta in tutte le aree libere dalle costruzioni per almeno 500 metri dalla linea di costa. In parallelo occorre proporre alle Regioni una nuova stagione di pianificazione paesaggistica, che permetta di definire obiettivi concertati di riqualificazione dei tratti edificati e delle aree di degrado, utilizzando anche i poteri sostitutivi previsti dalla legge. Lo spirito deve essere quello che si trova nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, e dunque individuare obiettivi di qualità per i diversi paesaggi, identificare politiche, risorse e regole per valorizzare, conservare, gestire i beni ma anche per riqualificare i paesaggi degradati, e arrivare a promuovere una riqualificazione dell'edilizia esistente in chiave energetica e per il rilancio di un turismo di qualità.