Rischio trivella


Pubblicato il19 gennaio 2012
30mila chilometri quadrati di mare italiano sono in lista per  la realizzazione di nuove piattaforme petrolifere. Con la deregulation prevista nel decreto sulle liberalizzazioni le aree potrebbero aumentare.

Una superficie di mare italiano di circa 30mila chilometri quadrati, più grande dell'estensione della regione Sicilia, rischia la realizzazione di nuove piattaforme petrolifere.

Le attenzioni fameliche delle aziende energetiche internazionali riguardano soprattutto il canale di Sicilia e le coste adriatiche di Puglia, Molise, Abruzzo e Marche.

È l'allarme che lanciamo con il dossier Un mare di trivelle. Il rapporto illustra tutti i numeri e i rischi legati alle 117 nuove trivelle che, grazie ai permessi di ricerca di idrocarburi rilasciati fino ad oggi, minacciano il mare e il territorio italiano. 

Sabato 21 gennaio la Puglia sende in piazza per difendere il suo territorio e propone un accordo transfrontaliero che impedisca l'installazione di piattaforme offshore in tutto il mare Adriatico. Clicca qui per ulteriori informazioni