In tutto il piccolo Swaziland, in Africa australe, solo il 42% della popolazione ha accesso all’acqua potabile, il resto delle persone nelle aree rurali si riforniscono di acqua dai fiumi o dalle sorgenti non protette. La scarsità di acqua potabile, servizi igienici e corrette pratiche igieniche sono anche tra le cause dell’alto tasso di mortalità infantile per diarrea, malnutrizione e malattie infettive. Le donazioni vengono utilizzate dal Cospe per la protezione e riabilitazione di sorgenti, per la sensibilizzazione su igiene e sanità, per la costruzione di latrine.